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Coldiretti Piemonte- Giornata terra: -28% di coltivazioni e 5° anno più caldo di sempre

La giornata della Terra si “festeggia” in un 2022 che si classifica fino ad ora al quinto posto tra i più caldi mai registrati nel pianeta e con l’Italia che in 25 anni ha perso più di un terreno agricolo su quattro seguendo un modello di sviluppo sbagliato che ha causato la scomparsa del 28% delle campagne che garantiscono la sicurezza ambientale e alimentare in un momento storico, segnato dai pesanti effetti della guerra in Ucraina sulle forniture alimentari con l’impennata dei prezzi. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base delle elaborazioni dei nuovi dati relativi al primo trimestre 2022 della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre che registra le temperature mondiali dal 1880.

La temperatura sulla superficie della terra e degli oceani, infatti, é addirittura superiore di 0,88 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo e in Italia la superficie agricola utilizzabile si è già ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari a causa dell’abbandono e della cementificazione con la copertura artificiale di suolo coltivato che ha toccato la velocità di 2 metri quadri al secondo e la perdita di oltre 400 milioni di chili di prodotti agricoli in un decennio.

In Piemonte il consumo di suolo complessivo è di circa 175.000 ettari pari quindi al 6,9% della superficie totale regionale che è di 2.540.000 ettari.

“Dalla grave siccità all’abbandono dei terreni coltivati: i cambiamenti climatici stanno sicuramente avendo un forte peso sull’agricoltura, manifestandosi sempre più in modo evidente e tendendo alla tropicalizzazione con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi – commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale -. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia deve difendere il patrimonio agricolo e la disponibilità di terra fertile puntando a una forma di sovranità alimentare con i progetti del Pnrr. Per questo occorre anche accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.

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