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Coldiretti Piemonte: fattorie didattiche e natura binomio vincente per i bambini

Tra guerra e lockdown, estate in campagna per i più piccoli è fondamentale contro lo stress

Sono oltre tremila le fattorie didattiche presenti nelle campagne italiane che possono accogliere durante l’estate i bambini per aiutarli a superare lo stress provocato dalla guerra e dalla pandemia con il gioco e la vita all’aria aperta a contatto con la natura. E’ quanto emerge dal primo studio sull’Educazione alla Campagna Amica nelle scuole italiane diffuso in occasione della Festa dell’educazione alimentare della Pace, organizzata da Coldiretti, Donne Impresa e Campagna Amica a Roma, a Villa Celimontana.

Non è un caso che oltre quattro italiani su cinque (82%) degli italiani vorrebbe iscrivere i propri figli in una agricolonia, proprio per trascorrere le vacanze estive in pace e sicurezza con attività ricreative ed educative a contatto con la natura nei grandi spazi all’aria aperta, secondo i risultati di un sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it.

“Si tratta di una realtà che la pandemia ha fatto esplodere – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – insieme al bisogno di libertà e sicurezza degli italiani che vanno alla ricerca di spazi aperti e contatto con la natura. Negli ultimi 20 anni abbiamo fatto crescere con le nostre imprese la rete dei servizi educativi per l’infanzia ed ora le 250 fattorie didattiche piemontesi  possono accogliere scuole e gruppi scolastici o famiglie, in sicurezza nei grandi spazi aperti delle campagne italiane, offrendo percorsi didattici o ricreativi sull’ambiente rurale, il lavoro degli agricoltori, l’origine dei prodotti alimentari e la vita degli animali. Una offerta che, attraverso il progetto Educazione alla Campagna Amica di Donne Impresa Coldiretti, ha coinvolto, negli ultimi venti anni, circa 10 milioni di bambini, praticamente mezzo milione all’anno, di cui il 70% nella fascia d’età compresa fra i 4 e gli 11 anni, dalla scuola materna alla primaria e il 30% studenti più grandi medie e superiori. Il progetto sull’educazione alimentare è diventato e resterà cruciale nella visione e nel lavoro quotidiano di Coldiretti, degli agricoltori italiani e ci auguriamo sempre più di tutta la filiera agroalimentare poiché la qualità della vita dei nostri bambini e delle nostre famiglie inizia a tavola. Vogliamo che i nostri bambini crescano bene, imparino a riconoscere il giusto cibo e a difendersi da quello che nuoce. Vogliamo che la prerogativa della dieta mediterranea, che ci consente di avere uno dei popoli più longevi del pianeta, rimanga patrimonio inscalfibile del nostro Paese – concludono -. L’emergenza Covid  e ora la guerra in Ucraina hanno fatto affiorare sia il tema del necessario rafforzamento della sovranità alimentare del nostro Paese, sia l’esigenza di una progetto lungimirante e pragmatico per un modello di sviluppo sostenibile, a partire dal cibo. Un cibo che sia da tutti i punti di vista in linea con il progetto di transizione ecologica che abbiamo davanti”.

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