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Coldiretti Piemonte – Carne: servono tavolo regionale permanente e concrete progettualità economiche

Con forte impennata dei costi di produzione, che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi, servono progettualità economiche concrete per salvare gli allevamenti piemontesi e garantire agli allevatori prezzi equi che non scendano sotto i costi di produzione, come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni. E’ quanto ha affermato Coldiretti Piemonte durante il Tavolo della filiera zootecnica da carne, che si è tenuto in Regione alla presenza dell’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa, e a cui è intervenuto Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino con delega regionale al settore zootecnico da carne.

 

“Sicuramente utile un momento di confronto come questo tanto che, alla luce del momento delicato e di crisi dovuto agli aumenti alle stelle dell’energia e delle materie prime, è opportuno che il Tavolo della filiera zootecnica da carne diventi permanente – spiega Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino con delega regionale al settore zootecnico da carne -. Servono azioni concrete e progettualità economiche per il rilancio del comparto zootecnico da carne e, soprattutto, della Razza Piemontese che vive, ormai da troppo tempo, una grave crisi con conseguenze disastrose sia per gli addetti diretti e le loro famiglie, sia per l’indotto generato, ma anche per l’ambiente e per il territorio che rischia di perdere chi per primo si occupa del suo mantenimento”.

 

“E’ necessario anche – fanno notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – costituire una raccolta dati regionale che monitori i costi dell’allevamento dei bovini affinché agli allevatori venga riconosciuto sempre un prezzo equo che tenga conto dei rincari e del mercato. Siamo pronti, altrimenti, ad applicare la legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni. Ricordiamo quanto sia un comparto fondamentale per l’economia del nostro territorio poiché il Piemonte, con oltre 500 mila capi, è la prima regione d’Italia per la zootecnia da carne con un fatturato di oltre 600 milioni di euro. Per questo ci vuole un’attenzione particolare e costante sulla questione e non più solo parole e promesse”.

 

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