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Coldiretti, 8 marzo: il 22,55 delle imprese piemontesi sono al femminile

In questo difficile momento un pensiero alle 200 mila donne ucraine in Italia

Il 22,5 % delle imprese registrate in Piemonte sono al femminile, operano prevalentemente nei settori del commercio, dell’agricoltura e dei servizi alla persona; nel 11,8% dei casi sono guidate da straniere; il 10,8% è amministrato da giovani imprenditrici. E’ quanto emerge dai dati di Unioncamere Piemonte in occasione dell’8 marzo. A fine dicembre 2021 le imprese femminili con sede in Piemonte ammontavano a 96.433 unità, in aumento rispetto alle 95.879 del 2020, ma ancora leggermente inferiori rispetto alle 96.591 di fine 2019. A fine dicembre 2021 le imprese femminili con sede in Piemonte ammontavano a 96.433 unità, in aumento rispetto alle 95.879 del 2020, ma ancora leggermente inferiori rispetto alle 96.591 di fine 2019. Nonostante la pandemia stia lasciando dei segni nel mondo imprenditoriale, in generale il settore primario locale, continua a rientrare tra i primi posti della classifica di scelta per imprenditrici donne, un dato che mostra la dinamicità e possibilità di sviluppo del settore, dove il protagonismo femminile ha rivoluzionato l’attività, come dimostra l’impulso dato dalla loro presenza nelle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole, le fattorie didattiche, i percorsi rurali di pet-therapy fino alla presenza nei mercati di vendita diretta di Campagna Amica, oltre che nell’agriturismo.

“Quest’anno non possiamo non rivolgere un pensiero alle 200 mila donne ucraine arrivate in Italia con la guerra o prima nelle famiglie italiane, che in molti casi vivono giorni di sofferenza per i figli al fronte – sottolinea Silvia Beccaria responsabile Donne Impresa Coldiretti Piemonte –. E’ stato un anno ancora segnato da diverse difficoltà legate sia alla pandemia e sia ai mutamenti degli scenari di mercato con lo scoppio della guerra in Ucraina che sta acuendo la problematica delle speculazioni sui prezzi. Le imprese femminili, però, sanno da sempre guardare al futuro e dimostrare la loro solidità. Abbiamo voluto creare, attraverso un video, uno spaccato di cosa significa essere donna in agricoltura: dal condurre un’impresa multifunzionale all’essere mamma, dal saper raccontare il territorio a tavola al tramandare le tradizioni di famiglia innovando fino a dare una possibilità a chi è più svantaggiato grazie alle pratiche dell’agricoltura sociale. Questo è molto altro sono le nostre imprese rosa del 2021”.  

“Nell’attività imprenditoriale agricola le donne hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità – fanno notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. L’agricoltura, quindi, offre alle imprenditrici agricole prospettive di crescita e di futuro ed è attrattiva anche verso le più giovani che hanno puntato sull’uso quotidiano della tecnologia per gestire sia il lavoro che lo studio. Le imprese rosa, dunque, rappresentano un tassello importante della nostra Organizzazione e dell’economia regionale, ma, soprattutto, in questo momento di crisi, è fondamentale supportarle. Per questo bisogna agire subito facendo di tutto per non far chiudere le aziende agricole e gli allevamenti con lo sblocco di 1,2 miliardi per i contratti di filiera già stanziati nel Pnrr, ma anche incentivando le operazioni di ristrutturazione e rinegoziazione del debito delle imprese agricole a 25 anni attraverso l’Ismea, riducendo le percentuali IVA per sostenere i consumi alimentari, prevedendo nuovi sostegni urgenti per filiere più in crisi a causa del conflitto e del caro energia e fermando le speculazioni sui prezzi pagati degli agricoltori con un efficace applicazione del decreto sulle pratiche sleali”.

Torino, 8 marzo 2022

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