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Clienti che bevono in prossimità dei locali: perché multare l’esercente?

«Le regole vanno rispettate e chi sbaglia paga; questo è indiscutibile, però nessuno può pretendere di trasformare i titolari di esercizi pubblici in sceriffi, soprattutto per il controllo di aree esterne come portici, strade o piazzali». Con queste parole il direttore generale di Confesercenti provincia di Cuneo, Nadia Dal Bono, commenta la notizia dell’ennesimo barista multato perché alcuni clienti stavano consumando a pochi passi di distanza dal locale.

 

«È indubbio che in questo periodo difficile ognuno deve fare la sua parte per superare l’emergenza sanitaria – prosegue Dal Bono –, però mi chiedo come sia possibile per una persona che sta lavorando dietro a un banco, controllate se i clienti si sono fermati fuori a bere o mangiare. Le regole ormai sono note, ci sono i cartelli che le rammentano, quello che bisogna metterci, tutti insieme, è la collaborazione e soprattutto una dose abbondante di buonsenso. Essere multati e chiudere il locale per alcuni giorni è già un fatto pesante in questo momento di crisi e mancanza di lavoro ma esserlo per un comportamento errato altrui, pare anche una beffa. Il titolare non è tenuto, non può, controllare gli avventori fuori dal suo locale. E poi con quale autorità potrebbe farlo? Come possono i baristi trasformarsi, addirittura fuori dai loro locali, in sceriffi per controllare un luogo pubblico? Tutto ciò ha dell’assurdo». 

Redazione Corriere

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