Cirio Governatore del Piemonte grande chance per il territorio

Alberto Cirio da Alba è il nuovo Governatore del Piemonte. Sospinto dal grande successo della Lega, l’ex parlamentare europeo ha vinto alla grande il duello – rivelatosi molto meno insidioso del previsto – con il presidente uscente Sergio Chiamparino. «Siamo convinti – hanno commentato i suoi sostenitori albesi – che questo successo di Alberto sarà per Alba una grandissima opportunità. Dopo gli anni “torinocentrici” di Chiamparino, siamo ora certi che Alba potrà essere maggiormente protagonista della vita politica, culturale, degli avvenimenti e delle iniziative promozionali che spettano ad una piccola, grande capitale di territorio». Sull’asse Carlo Bo – Cirio poggiano ora i grandi temi esposti in campagna elettorale: le infrastrutture, il ruolo politico di Alba che dovrà tornare ad essere il centro di riferimento e capofila del territorio, il lavoro, il sostegno alle imprese, la sicurezza e la gestione dei migranti, la salvaguardia delle risorse e delle eccellenze locali. Situazioni queste che Alberto Cirio ha maturato l’esperienza per governare e affrontare con successo in virtù del suo “cursus honorum” politico e personale.

 

Uno sguardo all’Europa

 

Il voto per le Europee è stato interpretato come una sostanziale sconfitta, o un consistente ridimensionamento del sovranismo. In realtà almeno tre Paesi di una certa rilevanza: Francia, Inghilterra e Italia hanno decisamente premiato partiti non propriamente teneri nei confronti del pensiero pan europeo. Marine Le Pen, Farage, e Salvini (Orban a parte) non sono proprio pagliuzze trascurabili. Se poi la Brexit, a ottobre, svuoterà il Parlamento UE della più numerosa delle sue pattuglie parlamentari, allora sarà un altro cantare. Ma sino ad allora il Demiurgo della Brexit a Strasburgo farà sentire la sua voce. La sconfitta di Tsipras e di Alba Dorata, in Grecia, non basta a far pensare che per la politica europea saranno tutte rose e fiori. Anche nella misura in cui la formazione di un Governo europeo qualche novità e qualche compromesso la dovrà mettere in conto per contrastare il calo del “blocco moderato” eroso dai cali del PPE e dei Liberali. Giocoforza bisognerà venire a patti con i Verdi, deludenti in Italia, ma determinanti in Europa grazie ai suffragi raccolti in Paesi ad alta sensibilità “green”. Molto difficilmente, però, nonostante il successo del “Capitano” Salvini all’Italia saranno affidati Commissari Europei “pesanti” e in grado di fare la differenza in fase di elaborazione di norme e provvedimenti. Se, come titolava Repubblica, “L’onda nera” appare più grigia che nera, le soluzioni per disinnescare le spinte e le tentazioni sovraniste, i problemi del lavoro, delle migrazioni, della sicurezza sociale ecc, sono ancora tutte da pensare. E mettere in atto.

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