Circonvallazione: dopo il Tar ricorso a Roma?

«Stiamo valutando se rivolgerci al Consiglio di Stato». Così Carlo Marenda dopo che il Tar ha respinto il suo e altri tre ricorsi contro il progetto della circonvallazione al centro storico di Cherasco. Per il giudice del Tribunale amministrativo sono infondati. Ma il Comitato di salvaguardia del territorio cheraschese insieme a Marenda, ex funzionario del Municipio, e a due agricoltori che si protestano danneggiati non esclude l’appello estremo a Roma.

Il caso non riguarda la necessità condivisa di creare un’alternativa alla Sp 661 soprattutto per il traffico pesante che grava sulla città. La controversia era sorta nel 2009 quando la Provincia (progettista nell’ambito di un accordo di programma con Comune e Regione) decise di modificare il tracciato già presentato nel 2002. La nuova stesura è ritenuta dai residenti suoi detrattori troppo impattante sull’ecosistema, una collina presso Isorella, un bosco e alcune aziende agricole le cui colture risulterebbero scomodamente «spezzettate».

Soddisfatto della pronuncia del Tar, invece, il sindaco Claudio Bogetti: «Si tratta di preminente interesse pubblico e il tracciato approvato è il migliore possibile anche per l’ambiente. Giusto che chi ci rimetterà terreni sia adeguatamente risarcito e il Comune si impegnerà per questo». Intanto spera che, finalmente, l’opera attesa da lustri possa andare in appalto.

Nuotare in una grande laguna affacciata sulle colline del Roero. E’ l’esperienza che offre la piscina estiva di Montà, che dallo scorso anno si è arri...
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