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Cibo e salute: l’ospedale Ferrero punta ad avere la migliore cucina in Italia

Stagionalità, tradizione, prodotti d’eccellenza: gusto e benessere per pazienti e personale

Fare del “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno l’ospedale con la migliore cucina d’Italia e con la migliore strategia alimentare per aiutare i pazienti a guarire e i dipendenti a restare in forma e prevenire le malattie connesse ad un’alimentazione scorretta. E’ questa, in estrema sintesi, la missione che porterà avanti il progetto “ABCibi – Cibo e salute in ospedale”: l’iniziativa presentata ufficialmente giovedì scorso 7 aprile presso la sala convegni del presidio ospedaliero, presenti la responsabile del reparto di nutrizione clinica dottoressa Cloè Dalla Costa insieme con direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio, con il presidente della Fondazione per Verduno Bruno Ceretto e l’assessore regionale alla Salute Luigi Genesio Icardi e con i medici e le volontarie che hanno collaborato alla realizzazione del progetto.

Impariamo la “cultura alimentare” La proposta è stata elaborata nel corso di un anno partendo dall’aggiudicazione di un bando regionale e si è sviluppata grazie ad un lavoro multidisciplinare che ha interessato il Servizio di Nutrizione Clinica, la Cucina, l’Economato, il Servizio di Igiene degli Alimenti, e tutti coloro che sono coinvolti nel processo pasto (dagli acquisti, alla produzione, alla distribuzione). “ABCibi – Cibo e salute in ospedale” è stato promosso dalla Fondazione Ospedale Alba-Bra con l’Asl Cn2, con il coinvolgimento dei suoi soci e sostenitori, grazie al contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con la Regione Piemonte direzione Sanità e Welfare. Si tratta di un progetto finalizzato alla realizzazione, presso il nuovo ospedale “Michele e Pietro Ferrero”, di una ristorazione di eccellenza, sostenibile e legata all’economia territoriale, fruibile dai pazienti, dai dipendenti e da altri utenti, e di iniziative di promozione della cultura alimentare come strumento di educazione e di prevenzione medica primaria in quanto strumento di riduzione dei fattori di rischio ambientale. Mangiare bene in ospedale per imparare a mangiare bene a casa e nella vita quotidiana. Mangiare bene per stare bene e per guarire quando si sta male. All’interno di un territorio eccellente e meraviglioso, un ospedale quale il Michele e Pietro Ferrero non può che puntare ad essere un presidio di eccellenza, che offre pasti sani e eccellenti. Il progetto prevede diverse fasi a partire dalla formazione e aggiornamento continuo del personale e proseguendo e proseguendo con la ridefinizione della dietetica ospedaliera per creare un vitto perfettamente aderente alle esigenze dei pazienti, dei pazienti vincolati a prescrizioni dietetiche e ai fruitori della mensa ospedaliera che prepara ogni giorno migliaia di piatti.

All’insegna della sostenibilità Nella logica della qualità e sostenibilità si ricercherà quanto più possibile l’acquisto di materie prime locali e stagionali. Per questa azione il progetto coinvolgerà l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e la Condotta Slow Food Alba-Langhe-Roero. La ristorazione ideale, obiettivo del progetto, è quindi buona, perché assicura un’alimentazione sana e piacevole; educativa per i dipendenti e per gli assistiti; sostenibile, perché favorisce il consumo di prodotti territoriali; innovativa, sicura e adeguata, perché si ispira alle più aggiornate linee guida in tema nutrizionale e mira al benessere delle persone e dell’ambiente.

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