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Cia Cuneo ha lanciato l’appello ai propri associati per accogliere i profughi in arrivo dall’Ucraina

L’organizzazione agricola sta raccogliendo le disponibilità di posti e sta lavorando nella raccolta di beni di prima necessità da far arrivare ai rifugiati e a chi li ospiterà

La Cia Cuneo ha lanciato un appello, poi condiviso da Cia regionale e Cia nazionale, per sensibilizzare i propri associati a portare il loro aiuto umanitario al popolo ucraino. In quale modo? Rendendosi disponibili a offrire ospitalità sul territorio del Piemonte a quanti sono fuggiti dal Paese dell’Europa orientale per “salvarsi” dai bombardamenti messi in atto dagli invasori russi. La mobilitazione è stata attivata e si attiverà lavorando al fianco delle organizzazioni nazionali e internazionali, come Protezione Civile e Caritas, impegnate a portare soccorso e assistenza agli abitanti di ormai vasti territori dell’Ucraina colpiti dalla devastante tragedia. In questi giorni, Cia Cuneo sta raccogliendo le disponibilità su quanti posti le strutture aziendali in capo all’associazione agricola sono in grado di garantire per alloggiare i rifugiati. Contemporaneamente, sta lavorando per assicurare a quanti offriranno l’accoglienza  tutto il supporto necessario nella raccolta dei beni di prima necessità come gli alimentari e l’abbigliamento. Infine, si sta facendo carico della parte burocratica che le compete nell’informare le Questure e le Prefetture del progetto e per aiutare le aziende che ospiteranno gli ucraini a seguire le pratiche dei permessi di soggiorno.

In una seconda fase, con il coordinamento di Cia Piemonte, si effettueranno delle raccolte mirate di denaro, alimentari e abbigliamento per sostenere le persone fuggite e chi materialmente le sta accogliendo.

“Negli ultimi giorni – dicono il presidente e il direttore provinciale di Cia Cuneo, Claudio Conterno e Igor Varrone – con l’aggravarsi della crisi ci siamo confrontati quotidianamente con i nostri collaboratori e il presidente della Cia regionale, Carenini, per strutturare l’accoglienza nel modo migliore possibile. Gli sfollati sono già milioni e non possiamo chiudere gli occhi. Siamo pronti a fare la nostra parte. Esperienze precedenti, dai terremoti alle pandemie, ci hanno insegnato a non sottovalutare le emergenze umanitarie, ma anche che occorre agire in modo puntuale e rapido per non vanificare gli aiuti. Continuando, però, a chiedere a gran voce la pace ottenuta attraverso il percorso della diplomazia, perché le guerre portano solo atrocità e sofferenze”.                    

 

 

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