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    Cia Cuneo: “Bene il bando per l’agricoltura biologica, anche perché il settore è in difficoltà”

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    E’ stato pubblicato dalla Regione Piemonte il bando 2024 della misura SRA29 dello Sviluppo Rurale 2023-2027. Riguarda la conversione delle produzioni all’agricoltura biologica e il mantenimento delle pratiche bio per quanti le hanno già adottate. La dotazione finanziaria complessiva è di 34 milioni e 950 mila euro. Gli aiuti hanno l’obiettivo di compensare i maggiori costi e i minori ricavi dovuti all’adozione delle tecniche previste dal sistema di coltivazione e di allevamento. Le domande, come indicato dal Ministero dell’Agricoltura, vanno inoltrate entro il 15 maggio 2024.

     

    Il bando individua gli impegni che le aziende si devono assumere per cinque anni. Dal punto di vista generale sono tre. Il primo: istituire un metodo di gestione sostenibile per l’agricoltura dal punto di vista ambientale che rispetti i sistemi e i cicli della natura e mantenga e migliori la salute dei suoli, delle acque, delle piante e degli animali e l’equilibrio tra di loro; contribuisca alla realizzazione di un alto livello di diversità biologica; assicuri un impiego responsabile dell’energia e delle risorse naturali (acqua, suolo, materia organica, acqua); rispetti gli standard previsti per il benessere degli animali e soddisfi le esigenze comportamentali delle diverse specie.

    Il secondo: realizzare prodotti di elevata qualità.

    Il terzo: ottenere un’ampia varietà di alimenti, con metodologie che riducano al minimo l’impatto ambientale, tutelino la salute degli operatori e degli animali e rispondano alla domanda dei consumatori e in generale della società.

     

    Cosa ne pensa Cia Cuneo?

    Qual è il giudizio di Cia Cuneo sulla misura? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Ribotta, responsabile provinciale della consulenza tecnica in campo per l’organizzazione agricola. Afferma: “In conformità con quelli che sono gli obiettivi delle politiche comunitarie avere delle forme di incentivo verso tecniche di coltivazione e di allevamento a basso impatto ambientale, come l’agricoltura biologica, è di fondamentale importanza. Oggi il prodotto bio sta attraversando un periodo di notevole difficoltà sui mercati, con prezzi non sufficientemente remunerativi per gli agricoltori del comparto. Infatti, non esiste una differenza di prezzo soddisfacente tra un prodotto biologico e uno convenzionale e considerando i maggiori costi di produzione del primo si sta verificando una generale disaffezione al mondo bio da parte degli agricoltori”.

    Quindi? “Bisogna ulteriormente incentivare il settore e il bando regionale va in questa direzione. Però, come organizzazione agricola chiediamo di velocizzare l’erogazione dei contributi e di ridurre la burocrazia: altro motivo di disinteresse verso queste misure”.

     

    I numeri del biologico

    I dati forniti dalla società di consulenza Nomisma dicono che, nel 2023, l’Italia, con oltre 2 milioni di ettari di superficie coltivata con il metodo biologico – 19% di quella totale disponibile – è leader del settore in Europa. Seguono Germania e Spagna con l’11% e la Francia con il 10%. La media Ue è dell’8%.  L’Unione Europea, però, chiede alle nazioni che ne fanno parte di destinare al bio il 25% del totale dei loro terreni agricoli entro il 2030. Sempre nel nostro Paese gli operatori sono 80.000. La spesa bio in Italia lo scorso anno ha superato i 5,4 miliardi di euro. L’export si è attestato a 3,6 miliardi di euro.

     

    Redazione Corriere
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