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    Cia Cuneo: “Aperto il bando per la riduzione delle emissioni in atmosfera di gas e ammoniaca”

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    La misura dello Sviluppo Rurale della Regione rende disponibili 5 milioni di euro. Le valutazioni per l’organizzazione agricola di Silvio Chionetti, vicedirettore e responsabile dell’area tecnica provinciale

     

    La Regione Piemonte ha previsto, tra le misure individuate dallo Sviluppo Rurale 2023-2027, l’intervento SRD02 “Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale” – Azione A “Mitigazione dei cambiamenti climatici”. Il bando si è aperto a fine ottobre, con una dotazione di 5 milioni di euro. Il termine di presentazione delle domande scade il 31 gennaio 2024. Obiettivo? Sostenere le aziende di allevamento dei bovini, dei suini, dei bufali e quelle avicunicole che investono nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti – metano e protossido di azoto – e di altri inquinanti dell’aria, come l’ammoniaca, generati nei processi produttivi agricoli. In quale modo? Attraverso la realizzazione di coperture, flottanti o fisse, sulle strutture già presenti di stoccaggio dei liquami e del letame, la sostituzione di lagoni esistenti con vasche dotate di copertura fissa e l’acquisto di macchine e attrezzature per la distribuzione sul terreno dei reflui attraverso tecniche a bassa diffusione di ammoniaca (interratori, sottocotico e rasoterra). Inoltre, l’intervento concorre a sostenere l’adeguamento delle imprese ai criteri e ai vincoli previsti dal Piano Stralcio Agricoltura per la qualità dell’aria (Deliberazione del Consiglio Regionale n.284 del 27/6/2023). Il finanziamento va dall’aliquota di base del 60% dei costi ammissibili al 75% degli stessi nel caso di giovani agricoltori che hanno aderito agli interventi agro-climatico-ambientali dello Sviluppo Rurale 2023-2027. La spesa massima ammessa di ogni progetto è di 100.000 euro, quella minima di 10.000 euro. Per gli investimenti collettivi a uso comune sale a 150.000 euro. Cosa ne pensa Cia Cuneo? Lo abbiamo chiesto al vicedirettore e responsabile dell’area tecnica provinciale, Silvio Chionetti. Afferma: “Certamente l’agricoltura non è la responsabile principale delle emissioni inquinanti in atmosfera: infatti, uno studio, effettuato durante il lock-down per l’emergenza Covid, quando l’attività era l’unica tra quelle produttive a poter lavorare, ha dimostrato che la dispersione dei gas è diminuita a valori bassissimi. Però con gli interventi previsti dal bando, che prosegue il percorso di quelli già aperti in passato, il comparto rurale contribuisce in misura rilevante a mitigare il problema dei cambiamenti climatici”.

    Quindi, un valutazione?  “Positiva. Con i nuovi macchinari per lo spandimento dei liquami si concentrano a terra le emissioni di gas della materia liquida, mentre attraverso la copertura e l’ammodernamento delle vasche di stoccaggio e delle concimaie si eliminano le esalazioni in atmosfera e si evita l’inquinamento delle falde acquifere. Invitiamo le aziende che non hanno aderito in precedenza a farlo ora, in quanto è un’occasione importante per ottenere un finanziamento cospicuo e per sistemare in modo adeguato le loro strutture produttive”.  

     

     

     

     

    Redazione Corriere
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