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Cherasco e Bra, gli auguri dei Sindaci Davico e Fogliato per la festa della Donna

In occasione della festa della Donna, celebrata nella giornata di oggi, il sindaco di Cherasco Carlo Davico porge i suoi auguri alle concittadine con un messaggio presente sulla pagina Facebook del comune:

Care Concittadine, è con grandissimo piacere che porgo a tutte Voi unitamente all’amministrazione comunale, in occasione della Festa della Donna, sinceri Auguri, consapevole che il ruolo delle donne nella nostra società è determinante e fondamentale.

Tuttavia in questo 8 marzo è difficile non pensare a quanto sta accadendo in Ucraina e al massacro che si sta consumando a causa di una guerra assurda, pertanto il mio pensiero va a tutte quelle donne ucraine che per mettere in salvo i loro figli, fuggono dal loro paese e hanno bisogno di tanta solidarietà e di accoglienza.
AUGURI

Il primo cittadino braidese Gianni Fogliato ha invece affidato il proprio pensiero ad uno scritto di Gina Lagorio:

Nella giornata della “Festa della donna” desidero condividere un pensiero tratto da uno scritto di Gina Lagorio, di cui quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita avvenuta a Bra, in cui s’intrecciano i temi del “femminile” e quello della “pace”.
In questi giorni in cui ci confrontiamo con quanto sta accadendo in Ucraina, che vediamo immagini di donne, mamme, ragazze, bambine in fuga dalla guerra, è difficile trovare parole per esprimere un “augurio” per l’8 marzo. Ma la pace, così come il diritto e la pari opportunità, si costruiscono giorno per giorno. Ricordo quindi il programma delle iniziative di “Marzo donna” a Bra che offrono tanti spunti di riflessione in diversi ambiti.

“[…]La guerra, con tutto il suo tragico corteo di dolore più atroce per i più deboli, deve finire non solo come male contingente ma come cultura della vita collettiva. Nessuno meglio delle donne ha buon diritto a proclamarlo oggi che la tecnologia è mutata ma l’etica dominante è rimasta la stessa del tempo della clava. Si assuma razionalmente, responsabilmente, un altro modo di proporsi e di esistere in un mondo dove la sorte di ciascuno è legata ormai, irreversibilmente, a quella di tutti. E non si chiudano gli occhi e la mente ai bisogni della gente, a chi crede ancora nei valori della vita, l’unico bene che sia stato dato a ciascuno nascendo e l’unica fede, sacrale e laica, che ci possa far sentire, tutti simili sotto lo stesso cielo.”✒️

Gina Lagorio (Bra 1922 – Milano 2005)
tratto da “La pace è femmina” – Società Civile – marzo 1991

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