C’erano una volta le discoteche: cosa è rimasto degli storici locali anni 70-80

Hanno fatto parte della nostra gioventù, ma oggi i ragazzi cercano altro...

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Se si pronuncia la parola Discomusic, immediatamente si pensa agli anni ‘70-‘80, quando in tutta Italia aprivano enormi discoteche, dove migliaia di giovani si radunavano per scatenarsi al ritmo delle hit di quegli anni. Alcune di queste erano ospitate in semplici capannoni adattati alla bisogna; altre erano fondamentalmente locali accolti negli scantinati e nelle tavernette; alcune, infine, erano vere e proprie costruzioni avveniristiche, frutto dell’ingegno e della fantasia di architetti votati al divertimento.

 

Di quegli anni ci rimane sicuramente la musica, visto che oggi proprio quell’epoca sembra diventata per molti “cult”. Ciò che ai tempi veniva definita spazzatura è invece considerata una pagina fondamentale della storia delle sette note. E le discoteche? Diciamocelo subito, in poche sono sopravvissute, almeno nella conformazione di quegli anni. Se chiedessimo a un cinquantenne-sessantenne di ricordarci qualche nome, immediatamente riaffiorerebbero nomi carichi di nostalgia: Altromondo, Studio Vu, Dixie, Simbol, Macabre, La Göba, Christ, Sala Danze Eden, le Cupole, Hippodrome hanno rappresentato la storia di un movimento. Quanto sudore versato, quanti tacchi spezzati, quanti baci strappati quando alla console venivano messi i lenti.

Facendo un giretto in quei luoghi, spesso ci si imbatte in zone desolate, molto simili ad aree post atomiche, con edifici diroccati e erbacce che celano ciò che resta di quei templi. «Dove si balla?» si chiede Dargen D’Amico nel brano presentato un paio di anni fa a Sanremo e noi proviamo a dare una risposta. In quello che era il Dancing l’Altromondo di Alba, si continua a ballare. Tra alti e bassi, cambiamenti di nomi e restyling, oggi troviamo una sala Bingo, un supermercato, ma anche la discoteca Club ‘70, che è la diretta erede del locale che ha ospitato concerti incredibili ed innumerevoli feste studentesche.

Lo stesso dicasi dello Studio Vu, locale seminterrato in zona San Cassiano. Oggi è diventato Caveau, si è dato una svecchiata e fa parte del “giro” del popolo nella notte. Si balla tutt’ora a Cavallermaggiore, dove le Cupole, oggi Evita, prosegue la sua attività, non conoscendo crisi. Incendi, rapine, chiusure, riaperture, tentativi di vendita hanno caratterizzato la vita del Dixie di Isola d’Asti, che è ritornato in vita recentemente, con la rinascita del locale, ribattezzato Mediterraneo. Incerta al momento la sorte del Christ di Mondovì, dopo la scomparsa di Beppe Mondino, papà di quel locale storico, di cui si segnalano appuntamenti fino allo scorso febbraio. Per tutti gli altri è arrivato il declino irreversibile.

La Sala Danze Eden di Alba, in via Cuneo, ha chiuso ormai da anni, con l’edificio che la ospitava riconvertita ad altre destinazioni commerciali. Le Macabre di Bra, che ha abbassato per sempre le serrande nel 2008 è stato raso al suolo e oggi al suo posto è sorto un centro commerciale annesso. Forse per i nostalgici è meglio così. Vedere lo stato in cui versano oggi il Simbol, l’Hippodrome o la Goba fa stringere il cuore. Ruderi e abbandono sono il filo rosso che unisce questi storici locali che hanno fatto parte della nostra vita.

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