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Cellulari: manca il segnale nelle aree montane e collinari del cuneese. Marello porta la questione in Consiglio regionale.

Da decenni, nelle aree montane e collinari del cuneese, permangono difficoltà nell’uso dei cellulari per via della mancanza di segnale.

Da tempo la denuncia anche l’Uncem, con riferimento alle valli montane e a quelle collinari. In Piemonte ci sono ancora 600 comuni (100 nel cuneese) sostanzialmente scoperti: questa problematica riguarda anche alcune aree di pianura.

Oggi il consigliere regionale Maurizio Marello ha portato la questione in Consiglio, chiedendo di conoscere quali provvedimenti l’assessore competente e la giunta intendano prendere in merito.

«Questa situazione reca pesanti disagi ai residenti, alle attività produttive, alle migliaia di turisti e addirittura problemi di sicurezza nei soccorsi come si è verificato nel caso di specie», ha spiegato il consigliere, aggiungendo che «si parla di banda ultralarga e di 5 G, di connessione internet senza le quali la montagna è esclusa da politiche di rilancio demografico ed economico senza soffermarsi su una questione basilare, come il fatto che i cellulari “non prendano”».

Ha risposto all’interrogazione l’assessore Andrea Tronzano informando che, a partire dal mese di febbraio 2021, è stato riattivato presso la Prefettura di Torino un Tavolo di lavoro con gli operatori di energia e telefonia al quale hanno partecipato i funzionari della Regione discutendo del ripristino di danni arrecati dalle violente precipitazioni riferite ai mesi scorsi sia degli investimenti per infrastrutture moderne ed efficienti nei territori montani.

Ha spiegato inoltre l’assessore: «Al tavolo, oltre ai rappresentanti di Enel energia erano stati convocati dal Prefetto anche i rappresentanti delle principali aziende di telefonia».  «La competenza dei segnali cellulari non è in capo alla regione», ha aggiunto, sottolineando che «Il settore Montagna sta seguendo, con Uncem, tutte le iniziative nazionali atte al potenziamento delle reti e agli investimenti che si potranno mettere in atto».

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