C’è un albese nella «retata» di mafiosi effettuata questa mattina

Ad Asti, Costigliole e Alba sono state eseguite nelle prime ore di giovedì scorso 26 ordinanze cautelari in carcere disposte dalla Procura di Torino a conclusione di un’inchiesta durata più di 2 anni, coordinata dalla Direzione distrettuale anti-mafia (Dda). Estorsioni, traffico di armi e droga, rapine, furti, omicidio i reati contestati a vario titolo a quella che per gli inquirenti è una vera e propria organizzazione criminale di matrice ‘ndranghetista attiva nel Sud Piemonte. L’operazione, nome in codice Barbarossa, ha compreso una cinquantina di perquisizioni. Impegnati circa 300 carabinieri.

Gli accusati avrebbero costituito una “locale” della mafia calabrese. Faceva capo alle famiglie Catarisano, Emma e Stambè a Costigliole e all’albese Rocco Zangrà. In contatto con i maggiorenti a Vibo Valentia e Lamezia Terme, controllava il territorio imponendo il “pizzo”. Infiltrate anche società calcistiche come la fallita Asti Calcio, Sandamianese, Us Costigliole e Motta Piccola California. In manette sono finiti inoltre un impresario edile e il titolare di un ingrosso di frutta e verdura in cui i mafiosi avrebbero riciclato i loro proventi.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di 6 pistole con 350 proiettili, 10 kg di marijuana, 100 grammi di cocaina e altrettanti di hashish.

L’indagine era partita dalle intimidazioni denunciate da un bari costigliolese che si era rifiutato di pagare la “protezione”, e dall’omicidio di Luigi Di Gianni, 61 anni, gestore di un night club freddato a fucilate nel gennaio 2013 a Isola d’Asti.

Gli arrestati oltre al già citato Zangrà sono: Giuseppe Catarisano, Ferdinando Catarisano, Vin­cenzo Emma, Giuseppe Emma, Enea Adriano Emma, Michele Stambè, Angelo Stambè, Salvatore Stambè, Daniele Stam­­bé, Franco Marino, Luca Scrima, Bruno Agostino, Fabio Biglino, Salvatore Carè, Santo Giuliano Caruso (già noto per aver sostenuto l’innocenza di Michele Buoninconti, condannato a 30 anni per l’omicidio della moglie Elena Ceste), Giam­piero Conti, Mattia Pisano, Ivan Venturelli, Alberto Ughetto, Massimo Pugliese, Rosario Sette, Gianfranco Guzzetta, Mau­­ro Giacosa, Gaetano Parruc­ci e Agim Lena. A piede libero sono indagate altre 48 persone.

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