La condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione inflitta a Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour accusato del duplice omicidio di due rapinatori e del tentato omicidio di un terzo nel 2021, ha riacceso con forza il dibattito politico sulla sicurezza e sulla legittima difesa in Italia.
A farsi portavoce del dissenso contro la decisione dei giudici è il leader della Lega, Matteo Salvini, che attraverso i propri canali social ha espresso totale solidarietà all’artigiano piemontese, annunciando una mobilitazione per chiedere un provvedimento di clemenza istituzionale.
L’appello di Salvini: “Chiederemo la grazia al Quirinale”
In un post pubblicato su Facebook, Salvini ha preso una posizione netta a favore del commerciante, descrivendolo come “un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita” finito al centro di una vicenda drammatica per aver reagito a una rapina nel proprio negozio di famiglia, alla presenza della moglie e della figlia.
“Ritengo profondamente ingiusta questa condanna”, ha dichiarato il ministro. “Per Mario adesso, insieme a tantissimi di voi, farò tutto il possibile perché gli venga concessa la GRAZIA. Un appello che rivolgiamo direttamente al signor Presidente della Repubblica.”
Secondo il leader leghista, un uomo di 72 anni e incensurato non dovrebbe scontare la pena in carcere insieme a “veri criminali”.
Il nodo politico: verso una riforma della legittima difesa
Oltre al caso specifico, la vicenda Roggero viene utilizzata da Salvini per rilanciare la necessità di un intervento legislativo più radicale. Nonostante la riforma della legittima difesa approvata nel 2019, il leader della Lega sostiene che le tutele attuali per chi subisce un’aggressione siano ancora insufficienti.
Le proposte avanzate includono:
Un ulteriore ampliamento del diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito all’interno della propria attività commerciale o abitazione.
L’introduzione di una norma che escluda per legge qualsiasi forma di risarcimento danni a favore dei parenti dei malviventi feriti o uccisi durante la commissione di un reato.
La situazione legale: attesa per la costituzione in carcere
Sul fronte giudiziario, la sentenza della Cassazione ha reso la pena esecutiva. L’avvocato difensore di Roggero, Stefano Marcolini, ha precisato lo stato attuale della procedura:
“Il mio assistito non si è ancora costituito, lo farà prossimamente.”
La difesa non considera comunque concluso il percorso legale: resta infatti sul tavolo l’ipotesi di presentare un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) di Strasburgo per valutare eventuali violazioni procedurali o dei diritti fondamentali nel corso dei gradi di giudizio italiani. Nel frattempo, l’attenzione si sposta sul Quirinale e sulla possibile formale richiesta di grazia che i sostenitori di Roggero si apprestano a presentare.










