ASTI – “Mario Roggero non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato”. Con queste parole il governatore del Piemonte e vicesegretario di Forza Italia, Alberto Cirio, è intervenuto sul caso del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo. Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine di un convegno sul tema svoltosi ad Asti.
Cirio ha commentato la linea delle istituzioni regionali, soffermandosi in particolare sull’ordine del giorno presentato in Consiglio regionale per chiedere la concessione della grazia al Quirinale.
Il senso della grazia e il ruolo del Quirinale
Il governatore ha voluto tracciare un confine netto tra il rispetto per le sentenze e il valore del provvedimento di clemenza:
Il rispetto della legge: “La magistratura ha stabilito la colpevolezza e non si può sparare per strada”, ha precisato Cirio, ribadendo la centralità dello Stato di diritto.
La natura del perdono: “La grazia è un perdono che si concede a chi ha commesso un errore, non agli innocenti”, ha spiegato, giustificando così l’iniziativa politica a sostegno dell’uomo.
“Roggero è un lavoratore esemplare, che si è trovato in una situazione limite, con una pistola puntata contro la figlia. Sono certo che Mattarella saprà comportarsi come un buon padre”. — Alberto Cirio, Governatore del Piemonte
Con questo intervento, il presidente della Regione ha cercato di bilanciare la fermezza istituzionale nei confronti della sentenza giudiziaria con la comprensione umana per il contesto drammatico in cui si sono svolti i fatti, affidando formalmente la valutazione finale alla sensibilità del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.










