Il caso: una fattura pazza sull’acqua

Bolletta da 3.500 euro, ma l’azienda non sente ragioni. Situazione sbloccata dalla Casa del Consumatore Piemonte, che ottiene una correzione del 90%

È durata oltre un anno la traversia di una famiglia astigiana incappata in una super bolletta dell’acqua emessa dall’Asp, multiutility che gestisce il sistema idrico integrato della città alfieriana.

Nel dicembre 2016 l’Asp aveva sostituito il contatore dell’acqua a servizio della loro abitazione. Già poche settimane dopo, a gennaio 2017, i malcapitati avevano ricevuto una fattura per un consumo pari a circa 1.000 metri cubi di acqua, per un importo di 3.500 euro. Sorpresi da consumi non in linea con quelli abituali gli utenti si sono recati negli uffici dell’Asp, certi di un errore da parte dell’ex municipalizzata. Purtroppo si sono sentiti comunicare che era tutto regolare e che il contatore si sarebbe danneggiato a causa del gelo, per loro colpa, non avendo provveduto a proteggerlo adeguatamente contro le basse temperature. In tale occasione gli addetti dell’ente hanno comunicato che sarebbe stato possibile vedersi dimezzare l’importo solo se loro avessero prodotto un’autocertificazione, con la quale si comunicava una rottura delle tubazioni private e una conseguente perdita d’acqua. Ai malcapitati la soluzione proposta non ha convinto, anche perché da una verifica effettuata non risultava alcuna rottura delle condutture.

«A questo punto si sono rivolti al nostro sportello – spiega il presidente della Casa del Consumatore Piemonte, Stefano Santin – e sentita la storia ho deciso di seguire direttamente il caso, che mi appariva anomalo. A un primo reclamo l’Asp ha risposto che respingeva ogni contestazione addotta a difesa dei nostri associati. La cosa più grave è che, pochi giorni dopo la replica negativa, l’Asp ha fatto recapitare alla malcapitata famiglia una lettera di messa in mora con la quale intimava il pagamento dell’intera somma e, in mancanza, la sospensione del servizio. A questo punto, certi delle nostre ragioni, abbiamo chiesto un intervento da parte dell’Autorità d’Ambito, alla quale proponevamo la verifica del contatore. A novembre, in seguito a un controllo dell’ufficio metrico provinciale, al quale partecipiamo come associazione, è emerso che il contatore dell’acqua era fallato: aveva una rottura nella calotta metallica e da questa era fuoriuscita l’acqua».

Ma non era ancora finita. «Abbiamo dovuto attendere un incontro con l’Asp – conclude Santin –, giunto a metà febbraio e nel quale abbiamo ribadito le nostre ragioni. La soluzione del problema è giunta solo qualche giorno fa, quando la famiglia ha ricevuto la rettifica della bolletta con una richiesta corretta a 349 euro, un decimo dell’importo iniziale».