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Case di riposo: quei contributi che fanno discutere

E’ polemica maggioranza-opposizione in Regione sui ristori alle Rsa

«Crediamo che i ristori alle Rsa debbano essere destinati per nuove convenzioni, garantendo la possibilità agli anziani malati non autosufficienti e ai più fragili di poter entrare in quelle strutture, ma, dato che i piani della Regione prevedono sempre contributi a pioggia, almeno chiedevamo di non premiare le multinazionali del settore, quelle che hanno strutture in tutta Italia e in tutto il mondo e che non hanno avuto ripercussioni economiche durante la pandemia, e quelle nelle quali i Nas abbiano già ravvisato nei mesi scorsi irregolarità riguardanti le misure di prevenzione alla diffusione da Covid-19, l’assistenza agli ospiti o le condizioni di lavoro in sicurezza». E’ il commento di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione Piemonte, in seguito al voto negativo avvenuto in commissione Sanità da parte della maggioranza di centrodestra ai due emendamenti da lui presentati.

«La Giunta non capisce che dare ristori a tutte le Rsa è sbagliato sia dal punto di vista dell’uguaglianza, quelle risorse date alle grandi multinazionali del settore tolgono risorse alle piccole RSA, quelle comunali, quelle di prossimità e più a misura di ospite che il Covid ha messo in ginocchio, sia da quello della giustizia»– prosegue Grimaldi. «In molte strutture i Nas hanno trovato e già sanzionato irregolarità legate ai piani anti-Covid, al livello di assistenza fornita agli ospiti, al possesso e uso di inadeguati dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori, alle mancate attuazioni delle modalità di gestione dei casi e di comunicazione all’autorità sanitaria, alla programmazione delle fasi di pulizia e sanificazione o alle prescrizioni per l’accesso dei visitatori in condizioni di sicurezza. Si tratta di irregolarità per cui non serve appellarsi al garantismo e per cui non sono previsti i tre gradi di giudizio ma che la Giunta ha deciso di premiare ugualmente». «Evidentemente – conclude Grimaldi – Cirio e la sua Giunta ritengono di dover tenere conto delle sanzioni amministrative e penali solo quando si tratta di togliere la borsa di studio a qualche studente che manifesta, mentre per le Rsa che mettono in pericolo i loro ospiti questo non conta: loro è giusto premiarle con qualche milione di euro».

Redazione Corriere

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