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    Casa di Riposo di Guarene: il gruppo di minoranza chiede un incontro aperto al pubblico

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    GUARENE – Il gruppo di minoranza guarenese chiede a gran voce la convocazione di un incontro pubblico sul tema della casa di riposo, che ormai da qualche mese ha sospeso l’attività.

     

    «Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale – spiegano i consiglieri Artusio, Robaldo, Accossato e Vitale – abbiamo chiesto che venisse convocata una riunione aperta al pubblico, alla presenza dei consiglieri comunali e del Cda della Fondazione Residenza Santissimi Carlo e Francesco, ma non ci è stata data risposta. Noi vorremmo conoscere la situazione della struttura e capire cosa si sta facendo per ripartire con i servizi, ma crediamo che tutti i guarenesi siano curiosi di essere aggiornati sulla vicenda». Una storia che parte da lontano, quando l’avvocato Secondo Poletti decise di cedere il grande edificio di sua proprietà al Comune di Guarene, con l’obiettivo di farne una casa a servizio degli anziani e delle persone in difficoltà. «Il tema ricorrente in tutti questi anni – dichiara l’ex sindaco Franco Artusio – sono sempre stati i numeri, non sufficienti a salvaguardare il bilancio e, soprattutto, a rispettare le regole regionali in tema di Rsa. Proprio per questo motivo nacque la fondazione SS. Carlo e Francesco. Una sorta di fusione tra le strutture di Govone e Guarene in grado di rispettare i parametri. Tutto è filato via liscio fino al momento della pandemia, quando gli ospiti di Guarene sono diminuiti, obbligando il Cda a ripianare i costi». Da qui la decisione di sospendere il servizio, in vista di una riorganizzazione, ma nel frattempo sono sopraggiunte altre problematiche. «Ci risulta – proseguono dalla minoranza – che l’edificio sia stato dichiarato inagibile da una perizia. Sappiamo che ci sono piccoli problemi, che si sarebbero potuti risolvere con un intervento a basso costo, ma oggi l’edificio non è accessibile e pertanto non sarà possibile riaprire a breve i servizi. Sappiamo anche dell’istanza di scioglimento della Fondazione, ma siamo sicuri che la strada sia percorribile?». A questo punto la minoranza, tendendo la mano al sindaco Manzone e alla Giunta, vorrebbe fare chiarezza sul futuro della residenza, ma poiché la cosa è di interesse pubblico, vorrebbero che fossero coinvolti anche i cittadini. «La nostra priorità è che venga perseguita la missione, secondo le indicazioni di Paoletti. Se non saranno sufficienti i numeri, potremo puntare anche su altri servizi, come la social house per anziani e per persone disabili, ma anche di ambulatorio per prelievi e cure. Sappiamo che il sindaco ha in mente qualcosa in merito, ma vorremmo che tutti ne fossero al corrente».

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