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Carlo Bo: Racconto di un primo giorno da sindaco di Alba

Forte di 9.004 voti e del 51.05% dei suffragi espressi Domenica 26 maggio dagli elettori che hanno votato per la tornata amministrativa, Carlo Bo è il nuovo sindaco di Alba. Ha 48 anni, è un imprenditore, tifoso del Torino e appassionato di escursioni in montuain bike. E’ sposato con Valentina, ha due figlie adolescenti, e due bravi cani che vivono a Roddi nella casa del nuovo primo cittadino di Alba. Il “Corriere” lo ha incontrato a poche ore dalla proclamazione ufficiale degli eletti che si è svolta giovedì 30 maggio in sala “Teodoro Bubbio”. Siamo nell’ufficio del sindaco, dove Carlo Bo siede sulla poltrona, all’ apparenza non così accogliente, riservata al sindaco. L’espressione è un po’ sorpresa, come se quell’ufficio, quella scrivania e quella poltrona fossero ancora troppo nuove per sentirle proprie. Signor sindaco, lo incoraggio, per 5 anni questo sarà il suo posto di lavoro. Che ne pensa? «Penso – esordisce Carlo Bo – ancora tante cose, e ammetto di provare diverse emozioni. Se qualcuno, dieci anni fa, mi avesse detto che oggi sarei stato in questo ufficio a parlare di me come sindaco… proprio non avrei preso in considerazione l’argomento». Eppure siamo qui! «Eppure il tempo passa, sono successe così tante cose in questi anni. E hanno fatto sì che oggi sia io ad occupare questo ruolo». Ne parla con timore, malinconia? «No. Però io sono convinto che le persone mi abbiano dato la loro fiducia per come io mi sono presentato a loro. Hanno dato fiducia a “un” Carlo Bo. Quello che voglio, prima di tutto, è rimanere quello che sono e conservare il mio modo di essere. Il tempo passa». Oggi, dunque, è il primo giorno di lavoro come sindaco. Cosa prova? «Una grande soddisfazione, tanta gratitudine per tutte le persone che hanno contribuito a questo straordinario risultato che è stata la vittoria al primo turno. Evidentemente il nostro programma, le proposte, le idee sono state comunicate bene, sono state comprese e condivise. Abbiamo fatto tanto per essere qui. Adesso, lo avevo già detto in campagna elettorale, è ora di mettersi a lavorare». A proposito di campagna elettorale, come la giudica? «E’ stato un confronto corretto, nei modi e nei toni. Ci siamo confrontati sulle cose e non sulle parole. E’ stata una campagna elettorale condotta in modo maturo, sincero, costruttivo per la quale ringrazio i miei avversari. Mi congratulo con Alberto Cirio, che incontrerò presto, forse con la Giunta regionale e con gli albesi – Marello, Martinetti e Canova – che faranno parte del Consiglio regionale». Si potrà strutturare quell’asse politico “Alba Torino” di cui si è molto parlato in campagna elettorale? «Si tratta di un’occasione assolutamente storica. Da perseguire con la massima attenzione e determinazione in quanto potenzialmente in grado di produrre grandi risultati per la città e il territorio. Mi riferisco, ad esempio, a temi come il nuovo ospedale, il destino del San Lazzaro, il completamento dell’Asti Cuneo, le opere di adeguamento per la viabilità che porterà a Verduno come la revisione della nostra tangenziale e l’adeguamento della Sp 7, il terzo ponte e tanto altro ancora. Se non ci riusciamo adesso……». Quali saranno i suoi primi impegni? «Mi sono proposto di iniziare a prendere contatti con i sindaci del territorio, con tutti a prescindere dal colore politico. E’ la precondizione perché Alba torni ad essere capofila e riferimento politico di un’area ampia che sappia muoversi in modo coordinato ed efficace nei confronti delle questioni importanti. Parlare dei servizi persi e della partita per la presidenza della Fondazione Crc è l’esempio più calzante dei danni prodotti da questa perdita di un “idem sentire” da parte del territorio. Vorrei ricostruire un clima di collaborazione costruttiva con i sindaci in modo da mettere in campo compattezza di fronte alle criticità. In questa direzione manterrò contatti anche con il sindaco di Asti Rasero sul tema dell’Atl allargata e sulla promozione di un territorio più ampio e quindi più ricco e diversificato». Parliamo della formazione della Giunta? «Abbiamo 10 giorni di tempo. Poi altri 10 per convocare il primo consiglio comunale. Sarà indispensabile sfruttare al massimo questi giorni per fare un lavoro attento, meticoloso, a 360 gradi». Potrebbe essere difficile? «Non ha importanza. Il punto non è quello di costruire una casa superando delle difficoltà. Il punto è costruire una casa che funzioni nel modo migliore, che sia robusta, funzionale, bella e piacevole da vivere in armonia. Ci prenderemo il tempo che ci vuole». Quali saranno, invece, le prime ipotesi di lavoro? «Vorrei partire dalle questioni inerenti il nuovo ospedale. Bisogna capire quando sarà fatta la strada, quando effettivamente inizieranno a lavorare i reparti, come avverranno i traslochi e stabilire cosa fare per quanto riguarda il San Lazzaro. Poi mi occuperò di sicurezza: ho in programma un incontro con le forze dell’ordine e con il comandante della Municipale. Parleremo di video sorveglianza, di pattugliamento notturno, di maggiore controllo delle aree verdi e dei luoghi d’aggregazione. Poi voglio pensare alle periferie: un capitolo a mio avviso non così presidiato in questi anni. Ci sono molte cose da affrontare sul fronte degli arredi, della vivibilità, delle attenzioni che possono contribuire a migliorare molto l’attenzione e la considerazione per la città che si trova fuori dalle mura romane. Spero che su questi temi potremo contare sul contributo costruttivo dell’opposizione. Una richiesta che faccio con grande sincerità nell’interesse superiore del bene della nostra città»

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