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Carabiniere ex comandante a Monforte d’Alba sott’accusa per peculato

Un orologio e una fotocamera restituite ai familiari di un suicida solo dopo che essi ne reclamarono la scomparsa dal maresciallo Atanasio Arena, intervenuto l’anno scorso a Monforte d’Alba in casa di un cittadino americano. La spiegazione data dall’allora comandante la Stazione del paese, 50 anni, oggi impegnato a Torino, non ha convinto la Procura. Il processo per peculato inizierà l’11 dicembre ad Asti.

Perché il carabiniere prese e trattenne un cronografo Rolex e una digitale Sony? Arena si è prima avvalso della facoltà di non rispondere e ha parlato col magistrato solo dopo la chiusura delle indagini. Il pubblico ministero Donatella Masia si è detta dispiaciuta di dover confermare l’ipotesi accusatoria. Ovvero che se nessuno avesse protestato (a quanto pare già in caserma il comportamento del maresciallo aveva suscitato perplessità), quegli oggetti non sarebbero ritornati ai parenti del morto arrivati dagli Usa. Ma Arena tramite il suo legale, l’albese Massimo Rosso, ritiene la vicenda «penalmente irrilevante» e se ne dice del tutto estraneo.

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