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Caos Covid; Grimaldi (Luv): “torna la DAD, la sanità piemontese non regge l’urto dell’inizio della seconda ondata”

“Più trasporti? Più vigilanza attiva? Tamponi più rapidi? Macché. L’unica soluzione della Giunta per ridurre i contagi è tornare alla didattica a distanza, per limitare il numero di studenti che usano i mezzi in contemporanea. Così la scuola, il luogo che andava maggiormente preservato, rischia di pagare invece il prezzo più alto. Non ci stupiamo, questa mattina il piazzale del mercato del bestiame di Carmagnola si presentava come l’imbarco per un traghetto per le vacanze al 14 d’agosto, con centinaia di auto in attesa all’hotspot per fare i tamponi, con un vigile che intima di non scendere dall’auto, nessun servizio igienico e nessuna speranza per la sanità piemontese di gestire quest’ondata che sembra essere piovuta addosso alla Giunta Cirio come se non ci fosse stata la prima, come se in Regione non avessero avuto mesi per prepararsi meglio: dopo l’estate di tregua, la situazione è precipitata e il ritorno in gran fretta alla didattica a distanza ne è il primo e più evidente segnale” – è il commento di Marco Grimaldi, che questa pomeriggio ha interrogato la Giunta sui numerosi malfunzionamenti nella gestione sanitaria piemontese all’emergenza Covid19 degli hotspot dedicati al mondo della scuola”.

“Come il piazzale di Carmagnola – aggiunge Grimaldi – segnalazioni identiche ci giungono anche da Chieri, da Rivoli e da Settimo; in via Negarville la scorsa settimana alle ore 12 le famiglie in coda da ore venivano rimandate a casa senza tampone perché erano finite le scorte giornaliere. Ed è su questo fatto specifico che ho interrogato Icardi – attacca Grimaldi – che domenica ha dichiarato di aver ‘sospeso il sistema del contact tracing’; si tratta un provvedimento gravissimo, perché quello è l’unico modo per tracciare il virus, interrompere la catena dei contagi e sconfiggere il Covid, senza dover di nuovo chiudere tutto”.

“Cirio e Icardi si offendono quando ci permettiamo di interrompere le loro televendite portando alla loro attenzione racconti e lamentele di cittadini esausti da un sistema male organizzato e già sotto pressione, nonostante siamo purtroppo solo al principio della seconda ondata. Eppure – conclude Grimaldi – che i laboratori di diagnosi dei tamponi siano allo stremo è un fatto, e oggi l’imbuto all’Amedeo di Savoia il Presidente lo può leggere su tutti i giornali; così come sono reali le code per i tamponi e i Sisp in tilt. La verità è che dovrebbero darci maggiormente ascolto, perché da settimane gli diciamo che siamo in ritardo: il ritorno della didattica a distanza nelle scuole superiori è solo l’ulteriore prova che la sanità regionale non è stata organizzata per reggere l’urto di una seconda ondata”.

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Redazione Corriere

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