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Caldo: E’ boom insetti con frutteti, campi, orti e giardini sotto attacco

Con le alte temperature estive che si spingono oltre i 40 gradi è boom di insetti in campi, frutteti, orti e giardini con sciami di cavallette, cimici asiatiche, coleotteri giapponesi, ragni, afidi e forficule che danneggiano la frutta, le foglie, le piante e il mais già colpite dalla grave siccità in un momento in cui l’Italia ha necessità di sfruttare tutto il suo potenziale produttivo alimentare per fare fronte agli effetti sui prezzi e sui mercati della guerra in Ucraina. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti su una invasione che si lungo tutta la Penisola.

Il Piemonte è alle prese con l’invasione della Popillia japonica, il coleottero giapponese in grado di causare gravi danni a tutte le specie vegetali, dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti, alle colture orticole in pieno campo e i rischi maggiori li corrono il mais, il pesco, il melo, la vite, il nocciolo e la soia. La presenza massiccia del famigerato insetto è segnalata in 86 i comuni della provincia di Alessandria e nella zona dell’alto Piemonte, in provincia di Vercelli. Per contrastarne la diffusione è in corso il posizionamento, in tutta la regione, di tremila trappole “attract and kill”, con forma a ombrello con una rete impregnata di insetticida. Mentre nei boschi del Cuneese, ed in generale, nelle zone collinari e montuose, è in atto una vera e propria invasione di zecche, veicolate dalla fauna selvatica. In aumento su tutto il territorio del Piemonte le cimici, mentre è segnalata anche la presenza massiccia di forficule, le cosiddette “forbicine” che danneggiano i frutti.

“Dopo che la cimice asiatica ha colpito negli anni, soprattutto, pere, mele, pesche e nettarine, kiwi, ciliegio e piccoli frutti, albicocche, susine, nocciole, soia, mais e ortaggi, con danni che avevamo già stimato oltre i  180 milioni di euro per un totale di 13500 imprese coinvolte, siamo alle prese con nuove forme di insetti che danneggiano le colture piemontesi in un momento già particolarmente critico per le nostre imprese – fanno notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Per effetto della globalizzazione dei commerci e per l’impatto dei cambiamenti climatici con il surriscaldamento delle temperature  l’Italia, negli ultimi anni, ha dovuto affrontare una vera e propria invasione di insetti e organismi alieni arrivati nelle campagne soprattutto con le piante ed i semi dall’estero. Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo che che ha lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni”.

 

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