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Caldaie di casa non in regola: secondo Arpa in Piemonte 1 su 5 non è a norma

Uno dei compiti istituzionali di Arpa Piemonte è il controllo sugli impianti termici, al fine di migliorare la loro efficienza per un uso più razionale dell’energia e di ridurre le emissioni inquinanti  con conseguente impatto sulla qualità dell’aria.

La maggior parte dei controlli riguardano gli impianti di riscaldamento centralizzati, con potenze termiche maggiori di 100 kW, che interessano più unità abitative.

Nel 2020 è aumentato significativamente il numero di ispezioni effettuate dall’Agenzia sugli impianti termici rispetto all’anno precedente, passando da un numero complessivo di 144 impianti controllati nel 2019 a quello di 233 nel 2020 passando da circa 5500 unità abitative coinvolte nel 2019 e circa 11000 unità nel 2020.

In particolare, nel 2020 il numero di controlli, per potenza di impianto è stata così suddivisa:

– 18 % su impianti con potenze inferiori a 100 kW

– 62 % su impianti con potenze tra 100 e 350 kW

– 22 % con potenze superiori a 350 kW

Più dell’80 % dei controlli ha pertanto riguardato realtà complesse quali centrali termiche di condomini con numerose unità abitative.

L’incremento dei controlli sugli impianti termici, realizzato nonostante le rilevanti limitazioni imposte dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, è stato possibile grazie alla riorganizzazione che l’Agenzia ha attuato a seguito di quanto previsto dalla LR n.15/2020, che ha attribuito ad Arpa Piemonte la competenza esclusiva sulle attività ispettive relative agli impianti termici.

L’aumento dei controlli ha portato anche a un aumento del numero delle sanzioni dovute ad impianti non a norma. Nella maggior parte dei casi tali sanzioni sono causate dal non rispetto del limite di concentrazione di NOx nelle emissioni. In particolare, nel 2019 sono state effettuate 39 sanzioni di cui 29 dovute al non rispetto del limite di NOx, mentre nel 2020 sono state effettuate 52 sanzioni di cui 43 dovute al non rispetto del limite di NOx. Le altre cause che hanno determinato le sanzioni sono: mancata o non corretta contabilizzazione dei consumi, mancata o non corretta manutenzione, mancata registrazione dell’impianto sul catasto degli impianti termici (CIT).

A seguito della recente entrata in vigore di nuovi limiti inferiori per il rendimento degli impianti termici (1 settembre 2020), previsti dalla DGR 46-11968 del 4/8/2009 e s.mi., nel 2020 è stato rilevato per un numero elevato di impianti termici il non rispetto di tali valori minimi (circa nell’80% del totale degli impianti controllati). Tale condizione non porta ad una sanzione immediata ma alla prescrizione di un adeguamento entro il termine di 180 giorni, trascorso il quale si procede con la verifica del rispetto del valore prescritto dalla norma e con l’eventuale sanzione amministrativa in caso del permanere del non rispetto del valore minimo di rendimento.

Il rendimento termico è un parametro dell’impianto molto importante per determinare la sua capacità di impiegare con la massima efficienza la potenza termica riducendo le perdite energetiche ed è, pertanto, direttamente correlato al risparmio energetico.

Gli effetti sulla qualità dell’aria

L‘Assessore all’Ambiente Matteo Marnati: “I risultati sui controlli degli impianti termici nel 2020 indicano che l’attribuzione ad Arpa Piemonte della competenza esclusiva sulle ispezioni di tali impianti, avvenuta con la LR 15/2020, è stata positiva in quanto ha consentito una più efficace organizzazione delle attività ispettive sul territorio” “Gli effetti di tali controlli non potranno che portare ad un rinnovamento degli impianti con notevoli vantaggi sulla riduzione di emissioni inquinanti e sull’efficientamento energetico”.

“Il numero di impianti che non rispettano i limiti di NOx sulle emissioni è all’incirca del 20% del totale degli impianti controllati. Dai dati rilevati in campo inoltre sappiamo che le concentrazioni di NOx misurate sono mediamente superiori del 50% del valore limite – sottolinea Angelo Robotto Direttore Generale di Arpa Piemonte – Considerando tali dati, sulla base delle stime contenute nell’inventario delle emissioni IREA 2015 sulla quantità di NOx attribuibile alle emissioni da caldaie alimentate a metano, si può valutare, in prima approssimazione, che l’effetto di una messa a norma degli impianti termici sul territorio regionale porterebbe ad una riduzione di emissioni di NOx pari a  circa 300 tonnellate all’anno. Un dato importante che, ancora una volta, può farci capire che tutti possiamo contribuire, anche solo con la corretta manutenzione degli impianti termici, a ridurre l’inquinamento ambientale. Arpa Piemonte ha avviato una profonda riorganizzazione dei servizi ispettivi per poter dedicare maggiori risorse alle attività di controllo sugli impianti termici che hanno un rilevante impatto sulla qualità dell’aria”.

impianti termici confronto

 

impianti termici

Si sottolinea che la riduzione di ispezioni nelle province di Biella e Cuneo è attribuibile alla sospensione delle attività nel lockdown di marzo aprile 2020 e verrà recuperata con le ispezioni programmate nel primo trimestre del 2021.

 

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