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Cairo Montenotte: Chiude il Punto di Primo intervento?

«Nei giorni scorsi abbiamo appreso da fonti interne al personale ospedaliero di Cairo che sarebbe intenzione della Regione e dell’Asl 2 chiudere a breve (e comunque entro il mese di gennaio) il Punto di Primo Intervento, sostituendolo con un semplice ambulatorio medico» a lanciare l’allarme i consiglieri comunali di minoranza Matteo Pennino, Alberto Poggio, Giorgia Ferrari, Nicolò Lovanio e Silvano Nervi.  «Lo scorso 29 dicembre si è tenuto un Consiglio comunale nel corso del quale nulla è emerso a tale riguardo – proseguono -. La chiusura del Punto di Primo Intervento sarebbe l’ulteriore e ultima beffa nei riguardi della popolazione della Val Bormida che già ora è costretta ad affrontare viaggi oltremodo disagevoli per raggiungere il Pronto Soccorso di Savona, nel caso in cui le patologie non possano essere trattate dal Punto di Primo Intervento».

«Ricordiamo infine le dichiarazioni del sindaco in Consiglio comunale quando affermò che, nel caso in cui l’ospedale non fosse stato riaperto almeno con i servizi pre-Covid e in particolare con un Punto di Primo di Primo Intervento aperto 24 ore, avrebbe presentato le dimissioni. In quell’occasione e più volte successivamente, abbiamo manifestato la nostra volontà di dimetterci nello stesso istante, poiché non sarebbe accettabile un ridimensionamento ulteriore di quello che resta dell’ospedale – proseguono i consiglieri di “Cairo civica e democratica” che hanno richiesto la convocazione di un Consiglio comunale urgente e presentato un’interrogazione al primo cittadino per sapere «se la Regione e l’Asl hanno dato comunicazione ufficiale al comune; quando il sindaco ne è venuto a conoscenza, se è vero che il prossimo 10 gennaio è previsto un incontro in Regione per affrontare le tematiche inerenti l’ospedale; sapere quali azioni intende intraprendere per contrastare l’iniziativa della Regione e dell’Asl e se è sempre disponibile a mantenere la promessa di dimissioni formulata a suo tempo in occasione di una seduta del consiglio comunale». Una possibilità che ha lasciato attonito anche il sindaco Paolo Lambertini che ribadisce come: «Non abbiamo avuto nessuna comunicazione ufficiale. Mi auguro che ci pensino 10 volte prima di attuare un provvedimento del genere. Siamo stanchi di essere trattati, dal punto di vista sanitario, come la “spazzatura” della provincia di Savona».

A mettere la parola fine (forse per qualche giorno) sulla questione è intervenuto Marco Damonte Prioli, direttore generale dell’Asl 2, che ha comunicato: «Non so da dove sia venuta fuori questa voce. Per adesso non c’è nulla di ufficiale. Nel 2022, a meno di eventi straordinari e non prevedibili, lavoreremo per attuare la delibera approvata, nelle settimane scorse dalla giunta regionale che definisce l’assetto futuro dell’ospedale di Cairo».

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