BUON ESEMPIO – La solidarietà concreta venuta da Asti per i figli di Elena Ceste

Egregio direttore,

desidero con questa riflessione esprimere il plauso e l’elogio – personale e di chi condivide con me azioni contro la violenza domestica e il femminicidio – per la bellissima iniziativa che arriva dalla provincia di Asti con il gesto di concreta solidarietà per i figli della compianta Elena Ceste e dei nonni che hanno scelto di prendersi cura di loro.

La donazione di un assegno da 30.000 euro, frutto della raccolta fondi appositamente promossa e realizzata dall’associazione Amis d’la Pera, consente infatti alla “nuova famiglia” di questi ragazzi, orfani di Elena (per il cui femminicidio l’ex marito è stato condannato in via definitiva), di affrontare il non semplice futuro prossimo che l’attende.

Un simile risultato dimostra che, quando c’è una volontà vera, gli obiettivi vengono raggiunti prima che intervenga una legge a stabilirlo. Dal livello locale può partire uno sprone molto importante affinché simili positive notizie possano diventare la regola e non soltanto una molto meritevole eccezione: chiaramente le normative di Stato e Regione possono aiutare a istituzionalizzare queste buone prassi, con strumenti di agevolazione fiscale o finanziaria in grado di incoraggiare anche le donazioni private; così come i Comuni possono orientare le scelte dei contribuenti in tema di destinazione mirata del 5 per mille all’indirizzo di associazioni solidali con simili finalità.

Non siamo all’anno zero, ma molti passi possono e devono essere compiuti per far sì che le famiglie affidatarie degli orfani di femminicidio, spesso sono proprio i nonni, non si sentano sole nella presa in carico di una così grande responsabilità.

Il mio auspicio e proposta è che alla stessa maniera a Fossano si possa lavorare con unità di intenti per sperimentare un modello di solidarietà simile a quello astigiano.

Anna Mantini

Consulta femminile regionale

consigliera Comune di Fossano

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