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    Bra: “Un centro non di passaggio ma di passeggio: ecco cosa servirebbe”

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    BRA – La circolazione automobilistica nei centri storici delle nostre città è sempre stato argomento di acceso dibattito. Anche il comitato di quartiere Centro Storico di Bra ha sempre sostenuto la necessità di ridurre il notevolissimo traffico di puro transito che ci attanaglia.

     

    E da sempre ha sostenuto la chiusura (totale) al traffico di via Vittorio Emanuele II fino all’incrocio con via Giuseppe Verdi, per far sì che diventasse un “luogo di passeggio e non di passaggio”; e un risultato recente lo si può notare anche in via Pollenzo, trasformata una vivace strada commerciale con un traffico ridotto e “controllato” di biciclette e pedoni. Ora, come compromesso tra i desiderata dei residenti e quelle di commercianti e artigiani e anche di chi deve ad esempio recarsi in municipio, la cosa logica è di seguire la stessa strategia vincente anche per l’ultimo tratto di via Vittorio Emanuele II: stop al traffico nelle ore notturne e nei fine settimana regolato da un semplice semaforo.

    Si potrà obiettare che questo può avvenire a detrimento di chi vuole fare acquisti in centro o deve recarsi in comune, ma, a ben guardare gli orari di chiusura, non è così. E poi trovare un parcheggio in centro non è mai stato facile date le permanenze prolungate dei più; probabilmente sarebbe di grande aiuto se i parcheggi avessero un tempo di permanenza più breve, ad esempio 30 minuti e fuori abbonamento, per una maggior rotazione dei posti disponibili; e per chi deve intrattenersi più a lungo piazza Spreitenbach non è poi così lontana. Bra non fa eccezione alla tendenza di tutte le città a concentrare suoi numerosi parcheggi nelle zone periferiche, per ovvi motivi; impensabile che possa permettersi un sotterraneo sul modello di piazza San Carlo a Torino, sia per spazio sia per costo. E di nuovi parcheggi se ne sono costruiti, ad esempio con la copertura della ferrovia in via Vittorio Veneto o l’ultimo pur se piccolo, vicino alla stazione; in un prossimo futuro sarà realizzato quello nell’area ex scalo merci Fs che potrà anche permettere di liberare piazza Car­lo Alberto. Certo, ormai siamo diventati schiavi dell’auto e del tempo, ma adeguarsi ai tempi che cambiano è comunque d’obbligo. In definitiva, ciò che serve al Centro Storico – e non solo – è un graduale ma fermo ripensamento del traffico, già più volte studiato in passato e aggiornato dalle varie proposte presentate dai quartieri. Un ripensamento che unito a un severo controllo delle norme non potrà che portare Bra a essere “città di passeggio” e a far sì che il polo d’attrazione non sia soltanto quello degli aperitivi in consolle, ma anche quello di ulteriori visitatori a beneficio del commercio e di tutti.

    Primo Penone presidente del comitato di quartiere Centro Storico di Bra

    Redazione Corriere
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