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Bra: progetto sottopasso binari per ora delude

 Non solo le «tostissime difficoltà indotte dalla pandemia», come ha ricordato il sindaco Gianni Fogliato (Pd) per giustificarne la lunga attesa. Il progetto del sottopasso ai binari che dividono Bra causando continue code di veicoli e inquinamento, svelato finalmente in com­mis­­sione Lavori Pubblici ha gelato le speranze di scoprire un’opera abbordabile. Più che i costi, da definire ma certo multimilionari e per i quali il Comune spera di attingere al Pnrr oltre a fondi specifici di Rfi, la collaborativa immobiliare del­le Fs, il problema è di ordine fisico.Manca lo spazio a sviluppare l’intervento.
Le tavole redatte dallo studio torinese Geo dell’ing. Guido Marenco, giunte in municipio in ritardo di quasi 6 mesi sui tempi annunciati all’atto dell’incarico in primavera, propongono uno scavo di taglia utile a servire massimo i furgoni. Imboccherebbe da un capo presso piazza Giolitti-via Trento e Trieste per poi dividersi sottoterra in due canne a senso unico. Una sbucherebbe dopo la stazione in via Piumati vicino al passaggio a livello da sopprimere, l’altra in una sua traversa, via Pellico. Una prospettiva che «onestamente non soddisfa in pieno» commenta al “Corriere” il committente, l’assessore Lu­ciano Messa.Perché «non tran­quil­lizza su un uso proficuo» di quanto si andrebbe a realizzare.Messa precisa subito «nessuna bocciatura, sia­mo ancora in una fase pro­pe­deutica» in cui non si è neppure parlato del secondo com­pito affidato a Marenco, prevedere anche una galleria ciclo-pedonale.Inutile aggiungere carne a un fuoco che già rischia di non cuocere.
Per le minoranze di centrodestra, Lega e liste civiche alleate, Luca Cravero ribadisce «siamo d’accordo» a cercare di collegare direttamente le due zone della città, ma siccome l’appena varato piano triennale dei lavori pubblici non vi fa cenno è ovvio che se ne riparlerà in campagna elettorale. Quando i leghisti lascerebbero al centrosinistra convincere i braidesi dell’utilità di dar corso a un’opera che assorbirebbe ingenti risorse finendo solo per spostare le code sull’altra urbanizzatissima costa della ferrovia. Lapidaria Annalisa Gen­ta di FdI: per lei l’Amministrazione dovrebbe «lasciar perdere» e non «ricominciare a illudere come ha fatto per oltre un decennio» con l’infine accantonato maxi-piano d’interramento della linea Torino-Alba.
Avanti con lo scalo
La Giunta vuole andare avanti. Fogliato in Consiglio ha ribadito che «l’interlocuzione con Rfi prosegue quotidianamente» e a bilancio 2022 del Municipio ha messo 760mila euro per acquisire l’area ex scalo merci dei treni accanto a via Trento e Trieste. Messa conferma che oltre a ospitare «verde e 300 parcheggi, sarà inglobata nell’evoluzione dello studio» dei tunnel. Potrà agevolarne lo sviluppo su un lato ma le difficoltà sono sul­l’altro. Dove «occorre tutelare» i palazzi del rione di via Silvio Pellico e l’attigua scuola del­l’Infanzia. Messa ne esclude il trasloco e qualsiasi «peggioramento» dell’attuale dose di traffico, rumore e smog nei dintorni. Quali rimedi Geo potrà escogitare?
Vedremo. Intanto, dopo i 725mila euro spesi per disegnare il sogno di una ricucitura della città da 53 milioni, tanto sarebbe servito a interrare i binari, è possibile che non basteranno i quasi 46mila euro già stanziati per pagare Marenco. E chissà se mai il problema dei problemi viari di Bra troverà una soluzione tanto fattibile quanto soddisfacente.
E lanciare un concorso d’idee?
 «Perché non lanciare un concorso d’idee tra architetti, a spesa pressoché nulla, per soluzioni innovative, porre le basi per fare di Bra una smart city?». La proposta è di Luca Cravero, consigliere comunale della Lega e commissario ai Lavori Pubblici. “il Corriere” gli ha chiesto un parere sul progetto di sottopasso ai binari da poco presentato. I leghisti vorrebbero aprire un dibattito più ampio: coinvolgere non solo l’ex scalo merci di via Trento e Trieste che il Municipio intende acquisire dalle Ferrovie, ma via Vittorio Veneto, le piazze Giolitti e Carlo Alberto. E ancora e soprattutto i passaggi pedonali tra la stazione e piazza Roma, fonte di pericoli e intasamenti continui «per cui da lustri si parla di creare un percorso separato, senza che chi avrebbe il potere di realizzarlo abbia fatto niente di concreto». Qualche set­­timana fa nella pagina di Lettere di questo giornale si ricordava il progetto donato nel 2017 dai maturandi geometri del “Guala” per un sovrappasso. All’epoca si era parlato di 1 milione di euro come stima per costruirlo. Gli studi finora inutili per interrare o sottopassare i binari, sono costati quasi altrettanto.

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