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Bra: non date da mangiare ai piccioni in città

«Invitiamo tutti braidesi a non dare cibo ai piccioni. Una pratica purtroppo diffusa, che contribuisce ad aumentare la popolazione di questi problematici volatili». E’ l’appello lanciato da Massimo Borrelli, assessore competente sul settore dell’Igiene Urbana. Al momento – come ha precisato lo stesso Borrelli – si tratta solo di un “invito” e non ancora di un “obbligo”.

Questo perché il numero dei piccioni che svolazzano indisturbati tra i palazzi del centro e della periferia non ha ancora raggiunto una concentrazione tale da richiedere l’adozione di provvedimenti più drastici. Ma la situazione è costantemente monitorata, e se le misure adottate non fermeranno la crescita della popolazione urbana di pennuti non si esclude l’adozione di misure più severe.

Come quelle adottate da diversi comuni del nostro territorio, sul­l’esempio dell’ordinanza e­mes­sa la scorsa settimana dal­l’Amministrazione comunale di Asti. Un’ordinanza, quella astigiana, a dire il vero piuttosto contestata, soprattutto soprattutto nella norma che recita testuale: “E’ fatto assoluto divieto a chiunque di somministrare alimenti di qualsiasi genere e in qualsiasi luogo ai colombi presenti allo stato libero sul territorio urbano”.

I controlli spetteranno alla polizia municipale, e per i “trasgressori” sono previste pene piuttosto severe, con sanzioni che potranno arrivare fino a 500 euro. Come precisato dal vicesindaco, tuttavia, a Bra vige per ora soltanto un “invito”.

Come ha precisato ancora Borrelli: «E’ indubbio che anche a Bra ci siano dei problemi legati all’eccessivo numero di piccioni, ma per fortuna, al momento, ancora non tali da giustificare ordinanze di questo tipo.

Inoltre, ritengo che imporre sanzioni abbia un senso soltanto se poi si effettuano realmente i controlli, con tutti i problemi collegati ad un’at­tività di questo tipo». Ma quanti sono i piccioni che trovano cibo e rifugio in città? «Difficile dirlo, perché non esistono censimenti – spiegano i tecnici dell’Ufficio Ambiente del Comune – situazioni di particolare gravità si registrano soltanto in alcune aree più degradate, dove ci sono edifici abbandonati, ricchi di fori e anfratti in cui gli uccelli possono nidificare e moltiplicarsi indisturbati, purtroppo si tratta in genere di palazzi privati, per cui risulta difficile intervenire per adottare gli opportuni provvedimenti».

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