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    Bra: «Nessun allarme amianto presso l’ex scalo merci»

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    BRA – Gentile direttore, desidero fare alcune precisazioni riguardo all’articolo intitolato “Ex scalo Fs, è allerta amianto” comparso sul vostro periodico la scorsa settimana. Ritengo infatti il titolo sia fuorviante e possa indurre un allarmismo del tutto ingiustificato: sebbene l’esatta natura e quantità del materiale presente nel sito sia da investigare, non esiste alcuna “allerta amianto”.

     

    L’amianto potrebbe essere contenuto nel pietrisco, detto tecnicamente ballast, e in particolare in rocce del tipo “pietre verdi”. Se anche fosse presente, non sarebbe pericoloso allo stato di fatto perché “imbrigliato” all’interno del materiale roccioso e non ci sarebbe al momento alcun motivo di “allarme”. Solo in caso di movimentazione del terreno tale amianto dovrà essere tenuto in considerazione e quindi, in occasione di lavori, proprio in virtù di queste indagini preliminari, si dovrebbero attuare modalità di lavoro e rimozione per successivo smaltimento, con il massimo grado di sicurezza, di nuovo senza motivo di “allarme”. Le indagini servono proprio per individuare le operazioni necessarie ad evitare situazioni pur minimamente pericolose. È da rilevare inoltre che, proprio durante la conferenza dei servizi citata, gli esperti che hanno visionato il sito in via preliminare, hanno affermato che a una prima indagine del materiale visibile in superficie non vi sono motivi di credere che il materiale in questione sia in quantità rilevanti, a maggior riprova che la situazione non è in alcun modo allarmante. Altra precisazione necessaria riguarda il “Piano di caratterizzazione”: il costo di 74.000 euro, peraltro non coperto da fondi comunali ma da economie dai lavori dei parcheggi di via Vittorio Veneto sopra citati, riguarda non solo lo studio ma anche i saggi campione e le successive analisi dei campioni, utili a capire qualità e quantità del materiale presente nell’area. Ancora, nell’articolo si afferma con certezza che “il terreno… è inquinato da idrocarburi e metalli pesanti”. Voglio precisare che, benché sia probabile la presenza puntuale di idrocarburi nei pressi di 2 ex-serbatoi di carburante, non vi è al momento evidenza della presenza di queste sostanze così come di metalli pesanti. Per scongiurare ogni evenienza è però d’obbligo verificarne la presenza, di fatto una prassi in casi del genere. È desiderio dell’Amministrazione offrire alla città una nuova area, con abbondante copertura verde, ma che d’altro canto sappia anche sgravare il centro storico dal traffico offrendo un parcheggio nell’immediato perimetro proseguendo la logica iniziata con i nuovi parcheggi sulla ferrovia di via Vittorio Veneto. Solo in questo modo si creano le condizioni per rendere non necessaria la penetrazione delle auto nel centro per lasciare spazio alla mobilità più sostenibile nel perimetro già individuato dalla zona 30. Per fare tutto ciò si affronta anche un sito che per molti anni e con normative e attenzioni diverse dalle attuali è stato gestito a fini produttivi con l’intento d’eliminare qualsiasi fonte possibile di problemi alla salute pubblica e inquinamento ambientale in occasione dei lavori in previsione.

    Daniele Demaria assessore all’Ambiente del Comune di Bra

    Chiedo scusa e ringrazio delle correzioni (pur non avendo mai scritto di «allarme»). Purtroppo il sito è censito contaminato e la bonifica, speriamo leggera, dopo il piano preparatorio e i saggi la pagheranno ancora i contribu­enti. Forse si poteva agire diversamente, come suggerito invano da un’ormai ex consigliera a Bra. L’ex scalo merci è nel quartiere Centro. La viabilità afferente è tra le più afflitte dai circa 90mila vei­co­li che, mediamente al giorno, transitano in città secondo uno studio commissionato anni fa dal Comune. Fare un grande parcheggio in quest’area come aiuterà ad allontanarli? (R. Z.)

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