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Bra: la Lega contro la direttiva Ue per le case in classe E

Hanno già messo le mani avanti in tanti nel nostro Paese, e lo fa anche la Lega Salvini Premier a Bra rispetto a una direttiva ancora in fase di definizione e trattativa in Europa, ma già additata a spauracchio di stangata patrimoniale sugli italiani. Quella che potrebbe obbligare a portare tutti gli immobili residenziali almeno a una classe media di prestazione energetica, la E, entro il 2030. Attualmente «la maggior parte dei nostri è tra la G e la F» – rilevano i leghisti. Si tratterebbe quindi di sostituire caldaie con pompe di calore, eseguire interventi coibentanti sulle pareti, installare serramenti a taglio termico e altri accorgimenti su migliaia e migliaia di edifici. Anche per centrare i successivi traguardi in discussione a Bruxelles, quello della classe D entro il 2033 e l’emissioni zero tra 2040 e 2050. 

«Ambientalismo ideologico» – lo bollano i consiglieri Luca Cravero, Marco Ellena e Giuliana Mossino, firmatari di un ordine del giorno contrario presentato al Consiglio comunale. Altre iniziative simili, pur dibattute per ore in aula nel passato, hanno sempre lasciato il tempo che hanno trovato. Tuttavia, è giusto che un consigliere utilizzi i mezzi di cui dispone per farsi sentire anche quando il livello supera le competenze dell’Ente locale. In questo caso, si potrebbe obiettare che sarà anche «ideologica» l’Europa, ma basta vedere come sono ridotte le nostre stagioni per capire quanto l’ambiente ci stia già presentando il conto, e ben più salato di una ancora paventata patrimoniale. Ancora, si potrebbe chiedere perché una forza politica importante seduta in Consiglio dei ministri, anziché ridurre tutto a «un chiaro attacco all’economia e al patrimonio edilizio italiano», come scrivono i suoi eletti braidesi, non dia battaglia per sollecitare ad esempio lo stanziamento di incentivi continentali utili a dare lavoro e rendere convenienti le riqualificazioni energetiche. Quelle che tanti proprietari concittadini, approfittando dei bonus statali, hanno messo e stanno mettendo in atto. Consapevoli, se non altro, di fare un investimento rivalutativo dei propri possedimenti altrimenti già oggi quotati al ribasso se eccessivamente energivori.

Ma tant’è. Se verrà approvato, l’ordine del giorno leghista impegnerà il sindaco Gianni Fogliato e la sua Giunta «ad attivarsi presso il Governo al fine di impedire la presentazione e l’approvazione della direttiva, evidenziando il proprio contrasto alla stessa»

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