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Bra: il libro di Raimondo Testa fa rivivere emozioni alla casa di riposo

BRA – Lа dove c’era l’abbeveratoio cominciava e finiva il mondo. Con queste parole si apre il libro “L’abbeveratoio. Storie e racconti di Quinto Bianco”, scritto da Raimondo Testa e presentato mercoledì scorso agli ospiti della residenza “Mario Francone” di Bra, ai loro parenti e a chi ha voluto unirsi alla casa di riposo per un pomeriggio speciale. E’ stato un incontro per aprire il cassetto dei ricordi e riscoprire le radici di una famiglia e, di fatto, di buona parte della nostra società braidese con radici contadine.
E’ il racconto di anni di vita in cascina, appunto a Quinto Bianco, nel secondo Dopoguerra. Anni visti con gli occhi di un bambino che impara a conoscere il mondo tra la stalla, i campi, la scuola di frazione Boschetto. Una storia vera, ma anche un piccolo romanzo di formazione da leggere tutto d’un fiato.
Per l’occasione sono intervenuti inoltre il sindaco Giovanni Fogliato con una ricca e interessante introduzione e l’insegnante in pensione Filippo Franciosi, che ha approfondito diverse tematiche riguardanti il sistema educativo negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale. 
Raimondo Testa oltre a presentare la sua opera, ha scelto alcuni passaggi da leggere e commentare in una sorta di tavola rotonda di confronto attivo con i lettori. Infine ha omaggiato il ricovero di diverse copie del libro con tanto di dedica personalizzata.
A rallegrare ulteriormente l’atmosfera ci ha pensato il figlio, il medico e consigliere comunale Francesco Testa, che ha intonato i canti popolari e suonato in modo meraviglioso il pianoforte nel salone della struttura. 
Si è così coronato «un pomeriggio divertente e bellissimo, me lo ricorderò per sempre», ha detto la signora Ellena (93 anni di etа). «Leggo subito il libro e aspetto che Raimondo ne scriva un altro ancora!», aggiunge Rosa (97 anni). «Spero proprio che Raimondo ritorni a trovarci, io lo aspetto» – conclude Marcela (87 anni), un’altra delle ospiti di questa Rsa.  
Un ringraziamento di cuore – scrivono al “Corriere” dalla “Francone” –  va all’autore, al dott. Franciosi, al dott. Francesco Testa e al sindaco di Bra da parte di tutti gli ospiti e dal personale, «per aver trascorso con noi il pomeriggio in questa esperienza unica, preziosa e speciale»
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