BRADal Comune

Bra: il centrodestra non vota per sciogliere Forza Nuova

E’ passata pochi minuti fa in Consiglio comunale a Bra, sostenuta dalla sola maggioranza di centrosinistra, la mozione che esprime solidarietà alla Cgil e chiede al Governo di sciogliere Forza Nuova.
La minoranza di centrodestra ha prima provato, sabato scorso, fuori tempo regolamentare, a presentare un suo testo alternativo tramite “Coraggio! si cambia – Fratelli d’Italia” di Annalisa Genta; poi a modificare, tramite istanze di rimozioni e aggiunte lette sempre dall’ex candidata a sindaco e condivise anche da Lega e liste civiche alleate, la stesura della maggioranza. Questa con l’ex sindaco Bruna Sibille (Pd) ha subito chiuso alla possibilità di cancellare parte del testo come auspicato da Genta, accogliendo inoltre aggiunte che, stando all’unica eletta di FdI, intendevano sottolineare la contrarietà a violenza di ogni colore, lanciando un’esortazione a procedere nei confronti di ogni gruppo organizzato eversivo e a «gettare le basi per una riconciliazione fondata sulla verità, al fine di onorare la memoria dei regimi totalitari».
La maggioranza ha giudicato fuori tema questi rilievi. Il presidente dell’assemblea, Fabio Bailo, intervenendo da esponente di una delle formazioni del centrosinistra al governo di Bra, ha citato Achille Carando, primo sindaco dopo la Liberazione, due figli partigiani uccisi dai nazifascisti, alla cui memoria è intitolata l’aula consiliare. «Se il dott. Carando potesse affacciarsi qui – ha detto Bailo – ci chiederebbe: ma davvero avete dei dubbi a esplicitare di essere inequivocabilmente per lo scioglimento di Forza Nuova?».
Dal centrodestra Davide Tripodi (Bra Domani) ha accusato la controparte di «forzatura». Sergio Panero (Gruppo civico), dopo aver illustrato altri emendamenti ha assicurato «non avremmo avuto difficoltà alcuna a condividere la mozione (originale del centrosinistra, nda) se ci fosse già stata una sentenza sulle responsabilità di Forza Nuova» nell’assalto a Roma alla Cgil, il sindacato a cui l’emiciclo al completo ha espresso solidarietà e vicinanza. Per la Lega Marco Ellena ha annunciato: «Presenteremo prossimamente una mozione sulla violenza di centri sociali e gruppi eversivi di sinistra». Il suo collega Luca Cravero si è rammaricato del «muro» che il centrosinistra avrebbe opposto al tentativo di concordare un testo trasversale, e ha ricordato «l’atto di vandalismo subito anni fa dalla nostra sede della Lega in via Cavour, per cui nessuno si è stracciato le vesti». Giuliana Mossino ha parlato di «violenza diffusa, gli esponenti di estrema destra non erano soli» nel devastare gli uffici Cgil.
La consigliera Marta Basso (Pd) ha domandato: «Perché tutti gli emendamenti annunciati dall’opposizione, puntano a voler far sparire ogni dizione “estrema destra?”». E un’altra esponente Pd, Iman Babakhali, ha ravvisato: «Non ho sentito nessun consigliere di centrodestra intervenuto, definirsi anti-fascista; li esorto a farlo prima di parlare di scontate condanne a ogni forma di violenza».
Nessuno si è dichiarato apertamente come auspicato da Babakhali, invitata da Tripodi a «evitare l’inutile scontro ideologico». Poi l’esclamazione quasi urlata «siamo anti-violenti, dunque siamo anti-fascisti» è venuta da Cravero, che ha tirato in ballo il fondamentalismo islamico, paragonando il «fanatismo religioso» all’estremismo politico.
Il dibattito, durato oltre tre ore, ha visto anche uno scontro tra Genta e Bailo, accusato di «dire stupidaggini» siccome il presidente aveva negato la parola alla consigliera, esaurita da regolamento la possibilità d’intervento; lei strepitava di aver diritto a una deroga per fatto personale, essendo stato pronunciato il suo nome da qualcuno intervenuto in precedenza. La conclusione l’ha fatta il sindaco Gianni Fogliato, con una riflessione partita dalla figura del da poco scomparso prete operaio don Livio Greppi, fondatore di una scuola di politica e amministrazione, il Centro Don Primo Mazzolari. «Con molta serietà esamineremo mozioni che verranno in seguito – ha premesso il sindaco –, ma su alcuni aspetti più che le parole conta la nostra quotidianità. Sull’essere contro tutte le violenze, parlano le nostre storie e il nostro agire quotidiano non da ora, da tanto tempo. Ci sono stati tanti episodi, tante dichiarazioni di Forza Nuova che mi fanno dire con don Mazzolari: il valore dell’antifascismo, quella forza politica non ce l’ha. Sentiamo tanti scricchiolii. Per cui voto convintamente per lo scioglimento».
Lo stesso hanno fatto, dopo aver bocciato gli emendamenti di Genta e Panero votati dai 6 esponenti del centrodestra compatto, 11 consiglieri sostenitori di Fogliato appartenenti a tutti i gruppi del centrosinistra. Astenuti Lega, FdI, Gruppo Civico e Bra Domani.

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