BRA – La statua del Cottolengo che troneggia su piazza Caduti per la libertà proprio davanti all’ingresso del municipio, contiene amianto? All’interrogativo inquietante dovrà rispondere il Centro conservazione beni culturali “La Venaria Reale” di Torino, a cui il Comune di Bra ha affidato un approfondimento diagnostico propedeutico al restauro. L’iniziativa, i lettori del “Corriere” lo ricorderanno, è partita nel 2025 come servizio alla città nel cinquantenario del Rotary Club e dovrebbe essere finanziata anche dal sistema statale d’agevolazione fiscale Art-Bonus.
Il traguardo che ci si era dati scadrebbe solo nel 2034, quando ricorreranno i 200 anni dalla canonizzazione del santo della carità nato a pochi metri di distanza dalla statua il 3 maggio 1786, mentre il 2 settembre 2027 si ricorderà il bicentenario dell’ispirazione carismatica a fondare la Piccola Casa. Il monumento, gruppo bronzeo dello scultore Celestino Fumagalli inaugurato nel 1900, era già stato sottoposto a cure una ventina d’anni fa; le prossime dovrebbero concentrarsi nei punti dov’è proseguita la corrosione per effetto delle intemperie e dello smog, e su una pulitura del basamento in granito. L’esame diagnostico preventivo con endoscopio costerà alle casse civiche 915 euro e sarà supervisionato dalla Soprintendenza competente. Si spera possa confermare l’assenza di criticità strutturali invisibili all’esterno del metallo, che complicherebbero e renderebbero il recupero più costoso dei 50mila euro già ipotizzati. Prelievi specifici riguarderanno le stuccature presenti nella parte anteriore in basso dell’opera, probabilmente da rimuovere e rifare con altro materiale se dovessero rivelare una composizione asbestosa.










