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Bra: contagi (finalmente) in calo: -11,3%

BRA – Un Ferragosto con la pandemia in discesa a Bra. Finalmente! – verrebbe da dire, siccome la curva del coronavirus era in salita a tratti vertiginosa ormai da un mese. Oggi, venerdì 13, il consueto bollettino comunale certifica 55 persone contagiate a fronte delle 62 che erano sette giorni fa. Un calo dell’11,3% nella città della Zizzola, la cui situazione sotto questo punto di vista resta comunque la peggiore in provincia di Cuneo. Anche il capoluogo che conta quasi 57mila residenti a fronte dei poco più di 29mila braidesi, è messo meglio con 48 infetti conclamati da tampone molecolare. Ad Alba sono 16 (stabili), a Savigliano 22 (erano 16 il 6 agosto), a Fossano 14 (erano 15), a Mondovì 18 (stabili), a Saluzzo 15 (erano 12) e a Carmagnola, il centro torinese a noi più vicino, 21 (erano 17). 
Tornando a Bra, di positivo nell’accezione migliore del termine si conferma il fatto che non si registrano ricoveri in ospedale per complicazioni dovute all’infezione. Il sindaco Gianni Fogliato commenta definendo «leggera» la flessione della curva e auspicando «la scrupolosa applicazione del green pass per l’accesso ad alcune attività e servizi» «Uno strumento semplice e pratico – lo definisce il sindaco – a tutela della salute di tutti, che ci permette di vivere in maggiore sicurezza alcuni aspetti della vita sociale, evitando chiusure o ulteriori limitazioni».
Proprio la necessità di disporre del green pass per la vita sociale, lo sport e in tanti casi anche per il lavoro, ha convinto gran parte dei ritardatari a vaccinarsi: troppo scomodo, oltre che costoso, sottoporsi a continui tamponi. I centri di inoculazione all’ex ospedale “S. Spirito” e l’open day proposto al Movicentro sono stati affollatissimi anche in questa settimana tradizionalmente balneare. Tanti i ragazzi e le ragazze che fin dai 12 anni – ma presto potrebbe toccare anche alle età pediatriche – hanno aderito nella speranza che questa profilassi basti a restituirci una vita non troppo anormale alla ripresa di settembre. Ai dubbi dei resistenti, che ancora restano un numero piuttosto cospicuo, le autorità contrappongano i numeri crudi delle terapie intensive: i pazienti costretti all’intubazione e a rischio della vita sono quasi tutti non o solo parzialmente vaccinati.
A essere iniettati a ripetizione sotto obbligo sostanziale imposto dal Governo, a quanto pare dovremo abituarci. I vaccini sarebbero in grado se non altro di depotenziare gli effetti più gravi anche delle varianti del virus che continua a circolare mutando. Un quadro in cui l’anelata immunità di gregge viene ora data per impossibile da raggiungere. L’Italia come altri Paesi si sta sta attrezzando, prenota dosi per proseguire la campagna in autunno convocando a un terzo richiamo prima i soggetti cosiddetti fragili e poi nuovamente per fasce d’età, prima gli anziani, poi gli over 50 e quindi, se sarà il caso, di nuovo tutti gli altri.

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