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Bra: Comune chiude 23 anni di lite su esproprio ma tace sulle spese

Una lite durata quasi 23 anni con 4 sentenze fino in Cassazione dove l’ultimo ricorso decade per effetto di un accordo definito «tombale» su un esproprio immobiliare. Questo risale ai primi anni ’90 del secolo scorso quando fu terminato viale della Costituzione, collegamento dal centro verso la tangenziale ovest. Una battaglia che non ha precedenti, per durata e cifre in gioco, nella storia repubblicana di Bra. L’ha chiusa nei giorni scorsi il sindaco Gianni Fogliato. La sua Giunta ha deliberato di accettare una transazione, una soluzione extragiudiziale che impegna a smetterla con i Tribunali tutte e tre le parti coinvolte. A citare l’Amministrazione erano sta­ti la famiglia e­spropriata e la Spa saluzzese Sepi, erede di Inc appaltatrice dell’infrastruttura viaria.
Dicevamo delle cifre “ballate” in 23 anni. La delibera ne riporta due: i 303mila euro del 2016 poi diventati oltre 712mila più interessi nel 2020, disposti dal giudice come «residuo» dovuto dal Municipio in forza della convenzione siglata con l’allora Inc. Ora Sepi e privati si sono impegnati a chiudere la controversia versando loro al Comune nel complesso 191.636 euro. Un’offerta che la Giunta ha ritenuto – scrive in delibera – «opportuna e conveniente». Su quali basi? Abbiamo provato a capirlo chiedendo al sindaco e assessore alle Finanze il dato che dovrebbe aver orientato la valutazione: la differenza tra quanto il Municipio incassa e quanto ha speso nella vertenza. Fogliato ci ha rinviati alla segretaria generale dott.ssa Monica Basso «che ha seguito la trattativa».
Basso, ricordando di essere in servizio a Bra «solo da due anni», ha escluso che quanto contabilizzato in giudizio sia già uscito dalle casse civiche. «C’era ancora – fa notare – un ricorso pendente». Ma è «chiaro che sono state pagate delle somme», sembrerebbe anche troppe siccome «nella transazione si parla di restituzione». Quanto si è pagato Basso l’ha differito «a un prossimo comunicato» che dovrebbe offrire una «ricostruzione puntuale». Aspettiamo. Intanto, come richiestoci, abbiamo fatto la raccomandata pec per ciò che la segretaria ha già escluso rientrare sia nella transazione sia nel comunicato: il conto delle spese legali, sempre soldi dei contribuenti.

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