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BRA – Che bello quel dialogo tra anziani e una agente della Polizia locale

Quando eravamo bambini gli uomini in divisa al pari dell’uomo nero costituivano uno spauracchio la cui immagine veniva utilizzata dai nostri genitori per indurci a mangiare quando non avevamo fame, a dormire quando non avevamo sonno, eccetera. Tutti noi che abbiamo letto in fanciullezza “Le avventure di Pinocchio”, ricordiamo l’episodio del burattino arrestato e trascinato in caserma da due barbuti gendarmi, episodio molto ben raffigurato sui murales di Vernante che come gruppo “Cocoon” siamo andati a visitare alcuni anni fa. Ancora oggi, dobbiamo ammetterlo, quando siamo per esempio al volante e incrociamo una pattuglia di carabinieri, di vigili o di altre forze dell’ordine impegnata nel controllo del traffico, proviamo un attimo di istintivo disagio. Non ci rendiamo conto che queste donne e questi uomini in divisa sono al servizio dei cittadini per proteggerli e aiutarli, ma mercoledì 29 maggio scorso, nella sede del Centro Incontro Anziani di Cocoon, il piccolo “miracolo” è avvenuto e ci siamo trovati a conversare piacevolmente con una vigilessa, la signora Troìa Francesca, la quale, autorizzata dal Comando di Polizia municipale di Bra, è venuta a parlarci.

Dinanzi a un’atipica scolaresca, vivace e un po’ indisciplinata, la signora Francesca ha parlato dei rapporti anziani – forze dell’ordine e ha risposto con paziente disponibilità alle molte domande dalle quali è stata sommersa.

Si è parlato di strade e marciapiedi dissestati e di connessi eventuali incidenti a persone con conseguente ricorso a medici o al Pronto Soccorso, e abbiamo saputo che i referti con la richiesta di rimborso vanno consegnati all’ufficio Economato del Comune entro i 90 giorni successivi all’accaduto. Per multe per infrazioni stradali l’eventuale contestazione, l’autotutela, va inoltrata all’Ente che ha emesso la multa stessa. Circa la circolazione stradale in generale, la signora Francesca ci ha fornito ampie delucidazioni su varie questioni. Si è affrontato soprattutto il tema delle truffe agli anziani, problema che la Polizia municipale cerca di prevenire e contrastare attraverso l’utilizzo dei vigili di quartiere. Una viva raccomandazione è comunque quella di non aprire mai la porta e di non introdurre in casa degli sconosciuti anche se si presentano in divisa ed esibiscono dei documenti o tesserini di riconoscimento dall’aspetto incerto. In ogni caso, in presenza di situazioni sospette è bene rivolgersi al numero d’emergenza 112 spiegando con precisione quanto sta avvenendo.Al riguardo, la signora Francesca ricordava che è meglio peccare in eccesso nelle segnalazioni che avere poi il rimorso di una segnalazione mancata.

Non si deve avere vergogna di effettuare queste segnalazioni perché il nostro interlocutore all’altro capo del telefono non ci considererà solo dei noiosi anziani, bensì dei cittadini che vogliono contribuire al bene della loro comunità. Io credo, infatti, che dobbiamo considerarci tutti parte di una stessa comunità in cui ognuno si sente responsabile della sicurezza degli altri e rifiuta di chiudersi nell’egoismo e nell’indifferenza.

Un’ultima domanda rivolta alla vigilessa è stata: “Qual è l’aspetto più brutto del vostro lavoro di vigili?” e lei ha risposto: “Il dover comunicare a una persona un fatto grave o addirittura il decesso di una persona cara, di un familiare, soprattutto di un figlio perito in incidente stradale o in altro modo”.

La signora Francesca ci ha lasciati, infine, con l’impegno a ritornare presto a trovarci per confrontarsi con noi su altri interessanti temi, accompagnata dai sentiti e affettuosi applausi di tutti i presenti. A lei e al Comando della Polizia municipale, che ha autorizzato la sua presenza tra noi, vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

Filippo Franciosi

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