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BRA – Caso “palazzone”: Italia Nostra replica a «manipolazioni» e «stupidaggini»

In merito a quanto esposto dalla nostra sindaca Sibille ai periodici locali riguardo al palazzone di via Carando, Italia Nostra fa presente che il periodo di osservazioni è fissato per legge a un mese dopo le pubblicazioni del progetto in questione. Quindi il periodo valido per presentare eventuali osservazioni  è obbligatoriamente il mese successivo a quello della pubblicazione. Ne consegue che le accuse nei confronti di Italia Nostra di “manipolazione politica stante il particolare periodo preelettorale” sono false, pretestuose e da rimandare al mittente.Infatti è stata proprio la nostra sindaca e assessore all’Urbanistica a dettare il calendario dei lavori e a fissare la data di pubblicazione cogente per le osservazioni.

Per quanto riguarda la citata scheda T32259 che permette la totale monetizzazione del verde e dei parcheggi pubblici, privandone un’area che ne avrebbe assoluto bisogno, la suddetta norma non è frutto di una volontà metafisica, espressa da qualche ente superiore, ma è espressione della volontà politica di chi adesso si nasconde dietro la norma. Infatti, questa norma si trova nel Piano regolatore generale comunale di Bra voluto e approvato dalla persona che adesso si fa scudo di quanto lei stessa ha deciso. Sull’opportunità di questa norma proprio in quell’area ci sarebbe molto da dire, come già Italia Nostra fece nelle osservazioni al Piano regolatore, per altro mai prese in considerazione.Se poi la sindaco vuole applicare “con scrupolo e totale correttezza”  l’articolo 9 del decreto ministeriale 1444/1968 siamo ben contenti, però spieghi ai “suoi” tecnici che in merito alle distanze tra fabbricati detto articolo non si applica solo alle zone omogenee C, ma anche alle altre zone e nel caso in specifico anche alle zone B dove ricade l’intervento oggetto del Piano di recupero. Se rileggono con attenzione detto articolo non confonderanno desiderio con realtà.

Riguardo alle accuse di “stupidaggini” espresse con grazia e con garbo apprezzabile dall’architetto Lovizolo su un giornale locale, osserviamo soltanto che tali “stupidaggini” sono condivise dalle note espresse dall’Amministrazione provinciale, da quelle dell’Arpa regionale e da molti cittadini tra cui diversi abitanti vicini alla futura costruzione, dal quartiere Centro Storico e, non ultimi, da tanti genitori, insegnanti e studenti del Liceo “Gandino-Giolitti” che lamentano la mancanza di aule e di una palestra.Questo mentre si prospetta un alto edificio che incomberà sulla scuola a cui è stata sottratta, svendendola nel silenzio ai privati, un’area pubblica senza la quale non era possibile progettare tale palazzone.

La sezione braidese di Italia Nostra

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