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“Biodiversità e cambiamenti climatici”: la lezione di Noè in cattedra a Millesimo

Non solo “Festa”, ma anche approfondimenti per la XXIX kermesse dedicata al tartufo

MILLESIMO – Un momento di confronto e di approfondimento per affrontare uno dei temi più complessi del nuovo millennio con relatori d’eccellenza, anche questo è la XXIX “Festa nazionale Tartufo Val Bormida”. Domenica 3 ottobre, alle ore 10.30, presso il Centro polifunzionale di piazza Pertini, si terrà il convegno “Biodiversità e cambiamenti climatici: La lezione di Noè”. Il tavolo di confronto sarà introdotto dal sindaco di Millesimo Aldo Picalli, dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana e sarà moderato da Maurizio Bazzano, presidente dell’associazione Tartufai e tartuficoltori liguri. Di fama nazionale i relatori: Antonella Brancadoro, direttore dell’associazione nazionale “Città del Tartufo” parlerà di “La cerca e cavatura del tartufo in Italia – La candidatura Unesco come bene immateriale dell’umanità”; Mirca Zotti, Docente UNIGE – responsabile del Laboratorio di Micologia del DISTAV, tratterà di “Biodiversità dei funghi in Liguria”; Valentina Balestra, naturalista, assegnista di ricerca presso DIATI – Politecnico di Torino, disquisirà su “La Valle Bormida, biodiversità tra mare e monti”; Marco Capello, Docente UNIGE – responsabile del laboratorio di Oceanografia fisica del DISTAV, affronterà l’argomento dei “Cambiamenti climatici e ambiente … quale futuro ci attende?” e Carlo Marenda, associazione “Save the Truffle”, relazionerà su “Biodiversità ambientale e …paesaggistica”. «Quest’anno durante il convegno della XXIX Festa nazionale Tartufo Val Bormida sarà affrontato il tema della Biodiversità ambientale e l’influenza generata nelle aree tartufigene dal cambiamento climatico. Tema fortemente legato all’elemento della “Cerca e Cavatura del Tartufo” in Italia proposto come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco e descritto come una pratica che consente il mantenimento dell’equilibrio ecologico e della biodiversità vegetale nonché il perdurare della tradizione che assicura la rigenerazione biologica stagionale delle specie tartufigene – commenta Michele Boscagli, Presidente Associazione Nazionalele “Città del Tartufo” -. La “Cerca e Cavatura del Tartufo”, infatti, rappresentano pratiche che, se ben eseguite, permettono non solo il mantenimento e la conseguente perpetuazione della biodiversità negli ecosistemi tartufigeni naturali ma, il vasto complesso di conoscenze e di “saperi” delle comunità che le praticano, costituiscono anche un contributo importante alla lotta contro alcune avversità generate dai cambiamenti climatici odierni. In questo periodo, dall’autunno a dicembre, che resta prima di sapere se le pratiche dei Tartufai italiani saranno riconosciute dall’Umanità come Patrimonio Culturale, le Città del Tartufo saranno impegnate nel coordinamento delle attività dei territori associati per promuovere la candidatura e i Principi della Convenzione UNESCO 2003 attraverso la realizzazione, laddove possibile come a Millesimo, delle misure di salvaguardia individuate nel dossier di candidatura a tutela e valorizzazione dell’elemento stesso» conclude Boscagli.

 

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