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La siccità aggrava il rischio di incendi boschivi: denunce e sanzioni in tutta la Granda

Al di là delle ultimissime piogge, un lungo periodo di siccità ha interessato tutta la nostra regione, con effetti particolarmente evidenti soprattutto nel cuneese: rete idrica superficiale ormai pressoché prosciugata, alpeggi montani brulli e bestiame costretto a demonticazione anticipata, campagne assetate e boschi precocemente ingialliti. In queste situazioni, oltre ai danni economici immediati legati al calo di produttività dei campi e ai costi per l’irrigazione, sono le porzioni boscate quelle che destano maggiore preoccupazione, per il rischio legato al fenomeno degli incendi boschivi.

Il 2021 per l’Italia è stato un anno drammatico dal punto di vista degli incendi boschivi, con oltre 150.000 ettari di bosco andati in fumo (più del doppio rispetto al 2020) con danni incalcolabili dal punto di vista ambientale, per perdita di biodiversità e incremento dei fenomeni di dissesto idrogeologico. Pur con dati meno allarmanti rispetto ad altri ambiti territoriali, nelle ultime settimane anche la provincia è stata interessata da numerosi incendi boschivi, la cui origine, in oltre il 90% dei casi, ha un legame con le attività umane.

Oltre agli incendi dolosi, appiccati con l’intento mirato di distruggere boschi e foreste, sono quelli di origine colposa che costituiscono, numericamente, la principale fonte di rischio. Troppo spesso infatti operazioni di ripulitura, potatura e sfalcio finiscono con l’abbruciamento dei residui vegetali. Le fiamme, se non adeguatamente controllate, possono rapidamente sfuggire di mano ai loro guardiani e, in presenza di una vegetazione secca o debilitata dalla mancanza di acqua, propagarsi al bosco più vicino originando veri e propri incendi boschivi. È per questo motivo che per il legislatore equipara la gravità di un’accensione in bosco a quella in un terreno vicino da cui le fiamme si possano facilmente estendere anche al bosco, a causa del vento ad esempio.

L’attività dei Carabinieri Forestali è stata principalmente mirata alla prevenzione degli incendi boschivi, tuttavia, nonostante i numerosi controlli svolti, da inizio anno sono state già 21 le segnalazioni in Procura per incendio boschivo e 36 i verbali amministrativi elevati per condotte pericolose (ad es. abbruciamenti a distanze dal bosco troppo ridotte) per un importo complessivo contestato di 27.712€.

L’ultimo caso in ordine di tempo è avvenuto recentemente nel comune di Trinità dove un abbruciamento di alcuni residui vegetali su un terreno incolto, è sfuggito di mano al conducente del terreno e le fiamme si sono propagate attraverso arbusti e infestanti, fino a raggiungere un’area boscata limitrofa al terreno in questione. Solo il pronto intervento delle squadre di spegnimento ha impedito che sfociasse in un incendio boschivo di grandi dimensioni.

Il responsabile, individuato dai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Cuneo, è stato segnalato alla Procura della Repubblica. L’art 423bis del Codice Penale, specifico per gli incendi boschivi, prevede, per gli incendi di origine colposa, pene che possono arrivare fino alla reclusione da 1 a 5 anni, ulteriormente aumentabili se dall’incendio deriva un danno grave esteso e persistente per l’ambiente.

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