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Consuntivo e spazi per i giovani, fiamme e picche in Consiglio a Canale

Approvati i conti del 2020 con un avanzo di oltre 1,8 milioni di euro

CANALE – Consuntivo e spazi di aggregazione: un connubio che ha preso forma in Consiglio comunale a Canale, nell’ultima seduta, all’atto dell’approvazione dei conti del 2020 i quali hanno portato ad un risultato ragguardevole (un milione e 815mila euro di avanzo finale, di cui 773mila subito disponibili) e alla legittima soddisfazione espressa dal sindaco Enrico Faccenda: «E’ stato un esercizio positivissimo: siamo felici di questo esito, e dobbiamo ringraziare soprattutto gli uffici per il loro lavoro, a partire dalla ragioneria. Solerte, tra l’altro – forse fin troppo, a voler fare una battuta – a pagare rapidamente le fatture». A questo stato d’animo si è aggiunto quello, simile, di Piera Ternavasio in qualità di leader dell’opposizione.

Ma con una serie di proposte: «Dal momento che non siamo un’azienda, potremmo pensare di investire parte di questi fondi per maggiori servizi alla popolazione: come ad esempio le borse di studio, rimettere in piedi il servizio di operatore di strada per le politiche giovanili, aumentare le ore d’apertura della biblioteca». Sul primo punto, il sindaco ha spiegato come le “borse” siano attive già da alcuni anni a beneficio dei migliori studenti delle terze medie, con l’idea di continuare in quest’ottica.

Chiusa la parentesi sulla biblioteca («Abbiamo mantenuto il numero di ore dell’operatrice, anche nel periodo di emergenza sanitaria, per favorire il lavoro di catalogazione»), il discorso si è spostato sul tema-giovani e su linee più generali di bilancio. «Dove occorrono investimenti -ha detto il sindaco – li abbiamo sempre fatti: a differenza di altri Comuni, non abbiamo mai chiesto anticipazioni di cassa perché abbiamo sempre avuto disponibilità finanziaria immediata, non abbiamo mai dovuto attendere di vendere un loculo o di fare qualche multa per avere un minimo di soldi da spendere».

Alla richiesta della Ternavasio di ottenere maggiori spazi di aggregazione per i giovani, Faccenda è poi andato dritto al punto che pareva già aver proiettato le proprie luci sulla seduta: ossia, la chiusura della sala prove presso il Mercato Ortofrutticolo. «Spazi ce ne sono, il Palagiovani si è utilizzato poco solo per via della pandemia, c’è l’idea di rilanciare il Tennis Club, si è dato appoggio al progetto di “Radio Fujot” che è gestita proprio dai giovani.

E’ vero che abbiamo chiuso quella sala, ma si trovava in una zona infausta e obiettivamente era utilizzata da persone che hanno più di 30 anni, non è un servizio per i giovani. Ma ne abbiamo attivata un’altra, nelle scuole, grazie anche alla Fondazione Crc». E l’innesco “vero” del dibattito nella sua parte più accesa: «Non mi va che sui social si dica che abbiamo chiuso una sala prove per fare un magazzino per le nocciole». Dai banchi della minoranza, Andrea Maccagno ha lanciato il suo appello: «Dopo una pandemia, servono spazi per ripartire: ma il Palagiovani non è lo spazio adatto». Dalla sua, l’assessore Claudio Penna ha dato la sua piccata replica: «Sugli spazi dati in passato, abbiamo trovato segni di pedate a tre metri di altezza dopo poco tempo che si era imbiancato.

So di persone che entravano di notte, di latte lasciato andare a male nei cartocci: è questa l’idea di “operatore di strada”? Poi, se uno ha passato i trent’anni, non deve occuparsi di avere spazi per i giovani: ma di andare a lavorare». Ancora Maccagno: «In ogni caso, bisogna offrire un po’ di fiducia. E’ vero, io ho scritto “un paese che chiude una sala prove per fare un magazzino per le nocciole, non è il mio paese”. Ma gli spazi servono, ai nostri giovani». Prima di aprire la votazione (con il Conto 2020 approvato con l’astensione dell’opposizione), Faccenda si è lasciato andare ad un inciso: «Com’è che siamo arrivati a parlare di questo, mentre ci occupavamo del Consuntivo?». Consigli comunali a Canale che sembrano sceneggiature, alle volte. Sono belli perché sono così: quando sono così, obiettivamente, oltre ogni tecnicismo.

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