dal PiemonteSanità

Grido dall’allarme dei neuropsichiatri infantili: i giovani rischiano il collasso psichico

La società cambia troppo in fretta, la pandemia, la crisi della famiglia e della scuola stanno segnando pesantemente le giovani generazioni

“Stiamo vivendo una fase storica senza precedenti che, inevitabilmente, lascerà un segno profondo sulla nostra società e sulle generazioni a venire”.

E’ questa la conclusione dell’allarme lanciato dai medici neuropsichiatri infantili del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta in relazione al danno che la pandemia sta producendo sui preadolescenti e sugli adolescenti. L’appello di sensibilizzazione nei confronti di una situazione tanto grave quanto, probabilmente, sottostimata, è stato sottoscritto da decine e decine di specialisti che hanno un punto d’osservazione assolutamente privilegiato sul disagio giovanile. Un punto di vista che consente di mettere a confronto con assoluta oggettività il rapporto di causa effetto tra pandemia e forte incremento dei segnali d’allarme “relativi a problemi di regolazione e di somatizzazione”. Parole che vogliono dire che i giovani esprimono il loro disagio attraverso la compromissione del ritmo veglia – sonno, dell’alimentazione mentre l’ansia prende forma di manifestazioni somatiche (dolore, difficoltà di respiro, tachicardia, colon irritabile ecc,) a carico di organi e apparati che, spesso, sono la premessa di forme più importanti di disagio. Un dato particolarmente allarmante messo in luce dai medici Npi è la crescita “esponenziale” dei passaggi in pronto soccorso di giovani alle prese con forme variamente gravi di “scompenso psichico acuto”. Fatto questo che consente agli osservatori di leggere il fenomeno, o quantomeno di correlarlo molto strettamente al “trauma sociale” (questo il termine scelto dagli specialisti) condiviso dai giovani, dalle famiglie, dalle agenzia formative e, in genere, da tutto il contesto sociale. Nel quale sono ovviamente le personalità in via di formazione quelle più esposte al rischio di sviluppare forme reattive nei confronti di un contesto tanto difficile. Anche nella misura in cui, facciamo anche noi una doverosa riflessione, anche la comunicazione sta affrontando la crisi con toni guerreschi e di eccessivo impatto emotivo.

Crescono esponenzialmente ansia, depressione, fobie, ritiro sociale, nevrosi e gli accessi al pronto soccorso

“In questi anni – spiegano gli specialisti Npi – abbiamo assistito ad un incremento inarrestabile e preoccupante aumento dei disturbi psichiatrici nell’infanzia e nell’adolescenza da mettere in rapporto con i cambiamenti storici della società come lo sfaldamento dei legami famigliari e sociali, la caduta dell’etica del limite ed il collasso del sistema educativo”.

Su questa situazione, la pandemia ha svolto il ruolo della goccia che fa tracimare il vaso aprendo la strada a quella sorta di tempesta perfetta che sta colpendo i nostri ragazzi sotto forma di ansia, depressione, fobie, ritiro sociale, disturbi alimentari, autolesionismo sino al suicidio. Esito estremo di un disagio irreparabile che viene messo in pratica in fasce d’età sempre più precoci rispetto al passato.

“La parola chiave che vogliamo condividere anche i nostri colleghi pediatri, psicologi e terapisti della rieducazione – questa la conclusione proposta  – sta nel saper individuare precocemente questi nuovi bisogni e nella capacità di offrire nuove proposte”.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button