BRAAttualità

Bra: grazie per la sensibilizzazione sull’autismo

Riceviamo da una socia braidese di AngSa, e volentieri pubblichiamo.

Fino a qualche anno fa io, come molte altre famiglie del gruppo AngSa (Associazione nazionale genitori perSone con autismo) Torino Odv – Gruppo di Bra, non sapevo cos’era l’autismo e finché a mio figlio non è stato diagnosticato un “disturbo dello spettro autistico”, io non avevo minimamente idea di cosa significasse per una famiglia vivere quotidianamente l’autismo.

Mio figlio sembrava a tutti gli effetti un bambino normale, peccato che il suo “funzionamento” fosse molto diverso dal nostro  e che, dietro a quel ritratto di “salute perfetta”, ci fossero profonde difficoltà di comunicazione, di comportamento e di relazione. A me, come a ogni famiglia che riceve una diagnosi di autismo, ci è voluto tanto tempo e tanta fatica  per imparare strategie educative e comportamentali, e questo duro lavoro non si ferma mai, ma è sempre in evoluzione, cresce e cambia così come crescono e cambiano i continui bisogni di questi ragazzi che devono essere costantemente aiutati  e seguiti per imparare autonomie e regole sociali, dalla tenera età fino all’età adulta, e ancora oltre.

Fino a qualche anno fa io, come tante altre persone, di fronte a un bambino che urla e si butta per terra, che morde o tira calci, avrei semplicemente pensato a un bambino capriccioso o viziato ma io, come tante persone purtroppo ancora oggi, non conoscevo l’autismo, non ero in grado di vedere oltre i miei occhi e pensare che dietro quella situazione ci potesse essere  un disagio, una difficoltà, una frustrazione difficile da contenere o un comportamento inadattivo.

Fino a qualche anno fa dell’autismo si conosceva poco e se ne parlava poco, ora invece il disturbo dello spettro autistico è una delle disabilità con maggiore incidenza e alcuni studi ci dicono che ogni settantasette neonati nasce un bambino con questo tipo di disturbo, quindi è fondamentale conoscere, sapere, parlarne ed essere consapevoli.

Il 2 aprile è la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo e molti dei monumenti più rappresentativi al mondo si illuminano di blu proprio per dimostrare la vicinanza alle famiglie che vivono l’autismo ogni giorno e per promuovere corretta informazione su questo disturbo. Il 2 aprile è diventata una data significativa anche per Bra, la cui Amministrazione comunale, molto vicina e sensibile alle esigenze delle famiglie con soggetti autistici, ormai da qualche anno, nella settimana del 2 aprile, illumina di blu Palazzo Garrone.

Molteplici sono state le iniziative di sensibilizzazione da parte delle scuole braidesi e non solo, che nonostante le difficoltà della dad hanno comunque cercato di lanciare spunti di riflessione sull’argomento e tanti striscioni con disegni blu sono stati appesi ai cancelli di varie scuole.

Studenti di ogni età sono stati chiamati ad indossare qualcosa di blu e tanti piccoli importanti momenti di riflessione sono stati proposti dai docenti per sensibilizzare i ragazzi, su questa diversità, che dovrebbe essere considerata sempre meno una diversità ma semplicemente “un diverso modo di essere e comportarsi” al quale ci si può tranquillamente avvicinare senza paura, anzi, sempre ricordandosi che i ragazzi con autismo, nonostante i loro comportamenti talvolta bizzarri e stereotipati, hanno voglia, come tutti gli altri ragazzi, di stare con gli amici e socializzare.

Lodevoli quindi tutte le iniziative proposte dalle scuole, dove insegnanti di sostegno e insegnanti curriculari hanno fatto del loro meglio, per diffondere messaggi di sensibilizzazione e per far sì che l’inclusione di questi ragazzi diventi sempre più una quotidiana routine.

Eh sì perché le famiglie che vivono ogni giorno l’autismo e vedono ogni giorno quali sono le reali difficoltà di questi ragazzi per riuscire ad integrarsi nella società sanno che parlare di autismo è importante per superare i pregiudizi, per andare oltre le apparenze, per far sì che le persone smettano di giudicare senza sapere, perché sensibilizzare le persone significa anche  favorire la formazione di insegnanti ed educatori, significa fare qualcosa di concreto per sostenere le famiglie, migliorando i trattamenti educativi e favorendo dei percorsi scolastici inclusivi, significa anche avere ben presente che l’autismo non è soltanto il 2 aprile ma è tutti giorni. Le persone con autismo vanno infatti sostenute a partire dalla presa incarico da bambini dove c’è bisogno di un progetto educativo individualizzato, sino all’età adulta, dove, non è che smettono di essere autistici, ma anzi hanno ancora più bisogno di essere seguiti da esperti competenti che possano costruire con loro un progetto di vita dignitoso, che duri nel tempo, non solo per la giornata della consapevolezza dell’autismo, ma per tutto l’arco della vita.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button