ALBAAttualità

Terzo ponte sul Tanaro: sarà la rivoluzione copernicana del traffico o una cattedrale nel deserto?

Ipotesi e posizioni a confronto tra maggioranza e opposizione nel corso della Terza Commissione Carlo Bo: "Cominciamo con la progettazione. Poi affronteremo la costruzione dell'infrastruttura" La convenzione tra Comune di Alba e Provincia di Cuneo consente l'inizio della progettazione definitiva

ALBA – Sarà l’infrastruttura destinata a rivoluzionare la viabilità cittadina o una potenziale cattedrale nel deserto? Sarà un investimento sicuro o un rischio con troppe incognite per i conti del Comune? Ci sono più certezze o variabili da valutare? L’oggetto di cui si parla è il terzo ponte sul Tanaro e questi e altri punti controversi sono stati discussi venerdì 19 marzo nel corso della riunione della Terza Commissione convocata dal presidente Claudio Tibaldi. Il primo punto all’ordine del giorno, infatti, verteva sulla convenzione che il Comune e la Provincia stanno per sottoscrivere per la progettazione dell’opera.

Nel suo intervento il sindaco Carlo Bo ha difeso con forza i passi compiuti per rimettere in pista un progetto a forte rischio d’estinzione e con molti anni d’incertezze ormai alle spalle.   E’ bene ricordare, in proposito, che il terzo ponte, insieme all’adeguamento della tangenziale di Alba e al raddoppio della Sp7, era previsto nel “pacchetto” premio destinato all’Albese come pegno di gratitudine per l’abdicazione del quinto lotto della Asti Cuneo. Tutto venne messo nero su bianco e sottoscritto formalmente nel 2012 ipotizzando un risarcimento nell’ordine dei 240 milioni di euro da destinare alla viabilità della Granda e in particolare alle strade dirette a Verduno. Un anno fa, a Grinzane, venne detto al territorio “bambole non c’è una lira” e fatevene una ragione: verba volant e scripta pure.

“Arrivare a questa infrastruttura – ha sottolineato Bo – rappresenta un dovere anche in questo senso, una rivendicazione sacrosanta per un territorio che è stato preso in giro e privato delle risorse previste da un contratto. Per questo reputo di fondamentale importanza il passo in avanti rappresentato dalla firma della convenzione che consentirà, questo è certo, l’inizio della progettazione dell’opera. Per inizio intendo il progetto definitivo per il quale è previsto un costo tra 0,5 e 0,8 milioni. Questo ci consentirà di avere il computo metrico indispensabile per quantificare i costi reali e procedere col progetto esecutivo. Non senza che le parti abbiano valutato la situazione. Senza un atto del Comune non passeremo alla progettazione esecutiva. Dopo il progetto esecutivo Comune e Provincia stipuleranno una nuova convenzione per dare inizio ai lavori di costruzione e, nello stesso momento, iniziare a ragionare sulla tangenziale est (meglio nota come “corda molle”)”. Possiamo dire tra un anno o un anno e mezzo.

Ma quanto costerà il terzo ponte? Difficile dirlo adesso, ma una trentina di milioni sono una buona ipotesi da cui partire. A salire, come teme l’opposizione, o a calare come auspica la maggioranza grazie all’utilizzo di nuove tecnologie di costruzione e alla “potatura” di alcuni particolari come la copertura disegnata nello studio di fattibilità che, da sola, consentirebbe due milioni di risparmio. Chi pagherà il conto? Detto che la stazione appaltante sarà la Provincia e che per la gara bisogna attendere almeno un anno, andiamo con ordine. Il Comune ha già vincolato 500mila euro e altri saranno messi da parte ad aprile dopo l’accertamento dell’avanzo d’amministrazione.

“I costi sono a carico della Provincia che potrà utilizzare i fondi Crosetto per almeno 12 milioni. Se sarebbe folle pensare che sia il Comune a pagare da solo in terzo ponte, è altrettanto vero che in Piemonte arriveranno 1.2 miliardi di euro dal Recovery fund e che il ponte è un perfetto candidato per disporne. Poi confermo che c’è un fortissimo interessamento per l’opera da parte degli imprenditori locali. Sostengo con forza il fatto che siamo riusciti a rimettere in moto una situazione difficilissima e che questo è un primo passo indispensabile per proseguire con fiducia”.

L’opposizione, con Alberto Gatto e Fabio Tripaldi, non ha condiviso l’ottimismo del primo cittadino anche nella preoccupazione che il terzo ponte, il Mudet e la Casa della salute potrebbero rivelarsi  ambizioni difficili da sostenere. Tra le perplessità la più consistente riguarda la copertura finanziaria del progetto e il ruolo del Comune in quanto garante di una fideiussione troppo generosa nei confronti della Provincia. Dal punto di vista dell’infrastruttura ci sono timori che il ponte non sarà in grado di risolvere i problemi del traffico di Alba oggi affollata da 90mila auto in ingresso e uscita ogni giorno. Se non inserito in un contesto viabilistico che, attraverso la corda molle, consenta di scaricare la rotatoria di viale Cherasca verso corso Langhe, questa la chiave di lettura dell’opposizione, il rischio è di spendere moltissimo in cambio di una cattedrale nel deserto.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button