dal PiemonteCRONACA

Piemonte: il bollettino di guerra di due giorni incredibili

Sull’autostrada A21 Torino Piacenza dove ieri sera a causa delle forti piogge si era aperta una voragine tra Asti e Villanova, è stato ripristinata la circolazione dopo che i tecnici della Satap hanno lavorato tutta la notte per riparare il rilevato e la sovrastruttura.
Riapre anche il tratto dell’autostrada A5 tra Ivrea e Pont-Saint-Martin, che era stato chiuso sabato scorso per l’allerta sulla frana in località Chiappetti a Quincinetto. La riapertura è valida sia per il traffico leggero e che per i mezzi pesanti.
ARPA Piemonte segnala un esaurimento completo delle precipitazioni nel corso della mattinata sul settore orientale, mentre permangono fenomeni deboli residui sul settore occidentale. Nel pomeriggio si prevedono schiarite sempre più ampie e, nella notte, foschie sulle pianure.
Permangono i disagi per i danni provocati del maltempo in questi giorni. Oltre 130 le strade secondarie chiuse, 653 gli evacuati, di cui 234 nell’Alessandrino e 258 nel Cuneese. Sono aperti circa 120 Centri operativi comunali (Coc), ma la Sala operativa regionale sta ricevendo comunicazione di una loro progressiva chiusura. Sono ancora al lavoro sul territorio 2.620 volontari per il ripristino delle condizioni di normalità.
Sul fronte dei fiumi, i livelli del reticolo principale e secondario a nord del Po risultano in generale diminuzione. Il Po si mantiene stazionario, con livelli al di sopra della soglia di pericolo a Moncalieri e a #Torino e al di sopra della soglia di guardia nelle restanti sezioni. Anche il Tanaro si mantiene stazionario ad Asti e Alessandria, al di sopra della soglia di guardia e in generale diminuzione nelle restanti sezioni. La Bormida, in diminuzione, presenta ancora livelli superiori alla soglia di guardia. Nel Cuneese si mantengono al di sopra del livello di guardia il Varaita, l’Ellero e il Ghiandone. Nell’Astigiano è in lieve crescita il Belbo. I laghi d’Orta e Maggiore sono stazionari, al di sopra del livello di guardia.
Intervistato da La7, il presidente della Regione Alberto Cirio ha definito la situazione “il bollettino di guerra di due giorni incredibili. Chiederemo lo stato di calamità e lo stato di emergenza“.

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