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BRA – «Il nuovo sistema di conferimento rifiuti è un assurdo ideologico»

Vado al supermercato, parcheggio senza strisce blu e divieti di sosta e mentre compro altri prodotti passo davanti allo scaffale di quelli per la pulizia, allungo il braccio e in pochi secondi prendo i sacchetti che mi servono. Alle 11.25 vado all’’Ecocentro faccio la fila ed esco con i miei sacchetti alle 12.45. Ora, penso che qualunque persona di buon senso capisca perfettamente che costringere una persona a impiegare per un’operazione semplicissima un’ora e venti minuti invece di pochi secondi, e inoltre dimezzare la frequenza della raccolta della plastica e della carta, non sia certamente migliorare il servizio. E la fila per i sacchetti dovremo farla ogni anno, un’ora, due ore di coda ogni anno, salvo farla ancora per eventuali sacchetti supplementari.

Solo per sorridere mi piacerebbe sapere se anche l’assessore comunale all’Ambiente ha fatto la coda all’Ecocentro come tutti i comuni cittadini. Ma lasciamo da parte questa domanda per un’altra: quanto è costata questa modifica? Quanto è stato speso per i prospetti informativi, per la luce e il riscaldamento dei locali per le riunioni, per i sacchetti con i codici e i relativi lettori ottici ed infine per la retribuzione del personale dell’Ecocentro? Tutte spese alla fine a carico del Comune, cioè dei cittadini che in qualche modo le dovranno pagare. E poiché la dotazione è annuale, ogni anno la stessa coda e le stesse spese per informare i cittadini sul loro turno, per attrezzare i locali e per la retribuzione del personale dell’Ecocentro.

Ma non è tutto. A parte l’assurdo sul quale è basata questa riforma, cioè che volume e peso siano la stessa cosa, i sacchetti per l’indifferenziata che ho avuto per un anno, mi è stato detto, sono stati calcolati per usarne uno ogni tre giorni, diciamo, per difetto, due alla settimana. Nel mio condominio vi sono otto alloggi più tre esercizi commerciali o artigianali. Calcolando solo gli alloggi, 20 litri per 2 fa 40 litri alla settimana, per 8 sono 320 litri. Il vecchio cassonetto è stato sostituito con uno nuovo della capacità di 240 litri. Come è pensabile che 320 litri entrino in un recipiente da 240 litri? E gli esercizi dove debbono mettere i loro sacchetti, e se, pagando, uso altri sacchetti, dove li metto? E i rifiuti condominiali dove vanno? Tutti i condomini producono rifiuti, sporcizia, resti di piccole lavorazioni, lampade fulminate eccetera. Mi sembra di essere allo stesso livello delle affermazioni  che si sentono sui due problemi nazionali del momento: Quota cento e Reddito di cittadinanza. Superficialità e pressapochismo a tutti i livelli. O è solo un sistema per mascherare un aumento della tassa sulla raccolta rifiuti facendo pagare a caro prezzo i sacchetti in più?

Tra l’altro da tempo abbiamo chiesto la sostituzione del cassonetto della carta con uno più grande, richiesta naturalmente lettera morta.

Emblematico infine il fatto che l’assessore all’Ambiente non abbia mai risposto ai cittadini che attraverso le pagine dei giornali locali hanno espresso le loro perplessità e critiche su questo nuovo sistema. Chi tace, evidentemente, acconsente non potendo pensare che sia maleducazione.

Non sarebbe stato più semplice e più economico ottenendo gli stessi risultati, invitare i cittadini a migliorare la differenziazione dei rifiuti? I cittadini di norma sono più intelligenti e corretti dei politici quando non si sentono vessati o presi in giro

E attenti a non incolparli di inciviltà quando ci troveremo boschi, scarpate e fossi ancor più pieni di rifiuti. Alla fine il cittadino vessato si ribella e, come dice un vecchio proverbio: non c’è rivolta più feroce di quella di una pecora.

Ma contro l’ideologia politica non c’è ragionamento che possa valere.

Gianni Carnevale,

Bra

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