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“Birra del Piemonte”: presentato il marchio Pat promosso dal Consorzio voluto da Cia Cuneo

La Regione ha approvato la scheda tecnica riguardante la “Birra del Piemonte” che, dopo il provvedimento, è stata inserita nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (Pat) piemontesi. La proposta era partita nel giugno 2021 dal Consorzio di tutela e promozione della “Birra Origine Piemonte”, costituito nel 2019 dopo un lungo lavoro di confronto e su forte impulso della Cia Cuneo, con il presidente e il direttore provinciale, Claudio Conterno e Igor Varrone. Ne fanno parte 14 aziende, di cui otto operano nella “Granda”.

La scheda tecnica prevede, tra i tanti punti definiti a livello produttivo, che le materie prime agricole utilizzate per realizzare la bevanda debbano essere coltivate in Piemonte e le tecniche di lavorazione seguano quelle storicamente impiegate sul territorio regionale.

Il marchio è stato presentato ufficialmente agli operatori del settore e al pubblico durante l’affollato convegno allestito a Terra Madre Salone del Gusto di Torino, nello stand della Regione Piemonte.

A moderarlo Giovanni Peira dell’Università di Torino. Ha detto Claudio Conterno, presidente del Consorzio Birra Origine Piemonte e della Cia provinciale di Cuneo: “Occorre che non solo il vino, ma anche la birra prodotta in Piemonte possa trasmettere la propria identità per valorizzare il territorio e diventare un’attrattiva turistica. Il marchio sul quale stiamo lavorando dal 2019 è il primo passo di un percorso nel quale tutte le materie prime siano non solo coltivate, ma anche trasformate nella nostra regione”.    

I concetti sono stati ripresi dal presidente della Cia Piemonte, Gabriele Carenini, il quale ha rimarcato l’importanza di avere ora una filiera della birra capace di creare nuovi posti di lavoro e dare nuovi sbocchi agricoli.

Da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura e al Cibo, Marco Protopapa, e dei funzionari del settore, Riccardo Brocardo e Fabrizio Vidano, che hanno seguito l’intera parte istruttoria per il riconoscimento del marchio, è stato sottolineato un concetto condiviso: “Trovare un obiettivo comune non può che fare del bene a tutto il settore”.

Altri interventi di Vittorio Ferraris direttore generale di Unionbirrai, l’associazione nazionale di categoria, e di Davide Monastra della Malteria Monferrato hanno ribadito che il riconoscimento di una chiara identità piemontese della birra a partire dalla Pat possa solo rafforzare la sostenibilità ambientale ed economica e la condivisione delle esperienze produttive sul territorio.

Inoltre sono stati dibattuti i problemi legati alla produzione di orzo e luppolo e le loro lavorazioni. Ne è emerso come la filiera della birra risulti più complessa rispetto a quella del vino, sia nella fase di coltivazione delle materie prime che negli interventi successivi della loro trasformazione perché coinvolge, in stretta sinergia, diverse realtà agricole e artigianali.

Il convegno si è concluso con la stuzzicante degustazione condotta con maestrìa da Vittorino Aimone, presidente dell’Associazione Birraria Cuneese. I presenti hanno potuto assaporare la piacevolezza di cinque birre con il marchio Pat abbinate ai formaggi Dop offerti dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio (Onaf). Sono salite in passerella la “Bionda” del birrificio agricolo Kauss di Piasco con Ivan Lodini, la “Bionda” dell’azienda agricola Frè di Carrù con Antonello Musso, la “Bogia Nen” della Birra Carrù di Carrù con Lelio Bottero, la “Medea” del Nuovo Birrificio Nicese di Nizza Monferrato e la “Enea” della Birra Alabuna di Villanova Mondovì, con Alessand

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