Biraghi fa rivivere il mito sabaudo dei Fratelli Paissa

Se a Londra troviamo Fortum&Mason, a Parigi Fauchon, a New York Dean & De Luca, a Torino c’era il Fratelli Paissa. Di fronte al Caval d’brons in piazza San Carlo faceva bella mostra di sé questo antico emporio, dove si potevano acquistare moltissime rarità gastronomiche, provenienti da tutto il mondo.

Un bel giorno si abbassarono le serrande e quel piccolo paradiso chiuse per sempre. Era il 2013 e i proprietari, in serie difficoltà economiche, furono sfrattati da Intesa San Paolo, che affittavano i locali.

Per 6 lunghi anni, passare davanti a quelle vetrine con le serrande abbassate è stato un colpo al cuore. Uno dei simboli della torinesità non c’era più.

Tutto è rimasto immobile fino a quando una società cuneese, la Biraghi, ha pensato che quel gioiello meritasse di tornare a brillare. Da Cavallermaggiore, dove sorge la famosissima azienda lattiero-casearia a Torino, per far rivivere un’eccellenza sabauda.

Così il prossimo 26 ottobre, quelle serrande si rialzeranno e si accenderanno i riflettori su un nuovo negozio che punterà su un modello di acquisto incentrato sulla “conoscenza”, per acquisti consapevoli e sulle “connessioni umane”: solo dalla cura delle relazioni con i visitatori è possibile trasmettere la passione con la quale l’azienda, a conduzione familiare da ben 4 generazioni, si impegna da oltre 80 anni nel supportare l’economia locale valorizzando la filiera lattiero-casearia.

Il Negozio Biraghi è il luogo fisico nel quale l’azienda cuneese intende incontrare il visitatore per condurlo in un viaggio alla riscoperta dei sapori della tradizione. Oltre ai prodotti Biraghi si possono trovare prodotti tipici e di nicchia: delle vere chicche tutte da gustare. Le aziende inserite nel progetto sono 152 provenienti da tutte le province piemontesi: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbania, Vercelli e Torino. Sono state inserite anche alcune realtà della vicina Valle D’Aosta. Oltre ai 100 fornitori alimentari sono presenti anche aziende vinicole selezionate grazie alla collaborazione con la Banca del Vino di Pollenzo.

In negozio si può trovare anche una selezione di prodotti della Sardegna, grazie al forte legame che lega Biraghi a Coldiretti Sardegna, dovuto alla collaborazione attivata nel 2017 con il progetto Pecorino Etico Solidale: l’innovativo accordo di filiera volto a sostenere i pastori sardi garantendo un prezzo equo della materia prima.

«Il processo di selezione è partito prima di tutto dalla mappatura dei prodotti d’eccellenza che rappresentano il territorio e successivamente, la ricerca si è focalizzata ell’individuazione dei migliori produttori. Per questo i marchi selezionati non rappresentano semplici fornitori, ma appassionati collaboratori, che sposano la filosofia che anima il progetto – commenta Claudio Testa, direttore Marketing e Strategie Commerciali della Biraghi -.Abbiamo sentito la necessità di valorizzare meglio gli ingredienti presenti nei nostri prodotti come l’origine della materia prima e di parlare del territorio e delle persone che con il loro lavoro contribuiscono a renderlo unico. Siamo partiti dal cuneese  dove è nata l’azienda Biraghi sino a coprire il Piemonte: tutti con comune denominatore la forte tradizione gastronomica.Il negozio si propone dunque come luogo ideale dove le persone possono acquistare tutte le delizie del Piemonte e non solo».

La scelta di presentarsi in uno dei luoghi simbolo di Torino, soprannominato “salotto di Torino” cuore storico e artistico della città, scegliendo i locali ex F.lli Paissa è stata guidata dalla volontà di valorizzare una tipologia di “vendita” che riporta in primo piano il rapporto diretto con il cliente.

Particolare attenzione è stata data al restauro dei locali ex F.lli Paissa, curato in collaborazione con la Soprintendenza delle Belle Arti di Torino. L’azienda che ha realizzato i lavori è Aurora Costruzioni Srl con la direzione dell’architetto Andrea Berretta.

Le 11 vetrine esterne e le 2 porte di ingresso, costruite nel 1877, sono state completamente

ristrutturate seguendo le direttive della Soprintendenza. La loro funzione è

quella di iniziare a raccontare la filosofia del progetto Biraghi e condurre i passanti ad intraprendere l’esperienza di acquisto. All’interno delle vetrine infatti sono esposte anche delle cartine enogastronomiche disegnate con china e acquerello su pergamena realizzate a mano dall’artista Tiziana Colla.  L’interno si sviluppa su due livelli per un totale di circa 200 mq di area vendita. Gli arredi, non originali perché non più presenti al momento della ristrutturazione, risalgono ad epoche significative in linea con la storicità del negozio e in alcuni casi sono delle fedeli ricostruzioni storiche volte a mantenere l’atmosfera della precedente struttura e del contesto del palazzo e della piazza. Tra i materiali utilizzati

il legno di pioppo antico e noce nazionale, legno di pioppo massello.

Al piano terra vi è il primo ambiente adibito alla vendita nel quale i prodotti sono esposti all’interno di quattro portali laccati a giorno, risalenti all’epoca del ‘500. Scendendo al piano inferiore si incontrano altre due sale, una delle quali custodisce l’antica Farmacia Gambarova che già nel 1740, a Biella, esercitava il lavoro di speziale in tutti gli stati dell’allora Regno di Sardegna con regio biglietto del 15 marzo 1740. Attualmente la Farmacia è sottoposta a tutela storico-artistica da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli (protocollo n. 12361 del 21/09/2017), ma grazie all’azienda cuneese è stata restaurata  e trasferita da un deposito al Negozio Biraghi dandole una seconda vita e permettendo al pubblico di ammirare un bene di grande importanza storico e culturale.

Questo è tutto (o quasi) per ogni altra curiosità non vi resta che andare a Torino sabato 26 ottobre, quando ci sarà l’atteso vernissage.

Di Vincenzo Nicolello e Uff. Stampa Biraghi

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