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    Biometano: si aspettano le elezioni

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    ROERO

    – Torna a far parlare la possibile costruzione di un nuovo impianto di generazione di biogas a Canove di Govone. Ne relaziona il Comitato costituito la scorsa estate, dopo l’incontro promosso dall’allora amministrazione guidata dal sindaco Elio Sorba: che poi, proprio in seguito alle reazioni emerse, aveva rassegnato le proprie dimissioni.

    Ora il Comune ha un Commissario prefettizio, sino al prossimo turno elettorale a giugno 2024. La Provincia ha convocato per il 28 novembre la seconda Conferenza dei Servizi, alla quale parteciperanno tutti gli enti competenti a valutare il progetto, nonché i Comuni e le Associazioni. Non potrà essere presente, a seguito dimissioni, l’Amministrazione eletta del Comune di Govone: l’assenza, a parere di esperti, è motivo ostativo per la prosecuzione della valutazione dell’iter, che andrebbe sospeso almeno sino a nuove elezioni. Il 13 settembre la Commissaria ha affidato all’Avvocato Marco Faggiano l’incarico di supporto giuridico finalizzato a meglio valutare aspetti e criticità. Parallelamente, il Comitato No Biometano ha incaricato un legale affinché depositi opportuna documentazione a contrasto della realizzazione. Il Comitato ha inoltre coinvolto l’esperto Prof. Gianni Tamino, biologo, già docente universitario e parlamentare europeo, per predisporre ulteriori elaborati. Giovedì 5 ottobre il presidente ed il vice presidente del Direttivo del Comitato (Roberto Cantamessa e Fabrizio Massaron) hanno incontrato rappresentanti della Ferrero e della Snam. «Il Comitato, ha espresso la sua contrarietà. Ciò, ribadendo che non è il miglior utilizzo delle matrici di scarto della Ferrero, che sarebbero inviate a una digestione anaerobica in fase liquida anziché direttamente al terreno a mezzo compostaggio. Tra le altre ragioni: verrebbe consumato prezioso suolo agricolo e si consumerebbe una notevole quantità di acqua. In più, verrebbe ubicato in un territorio già sovraccarico di industrie, a ridosso dell’abitato, in una zona a vocazione agricola e turistica». Quali richieste, da parte del Comitato? «Abbiamo chiesto di ritirare il progetto e investire su fonti di energia alternative. In subordine, se davvero tale impianto deve essere realizzato, ne abbiamo richiesto la rilocalizzazione per ridurre le distanze dal luogo di produzione delle matrici, non utilizzare suoli vocati all’agricoltura e tutelare il paesaggio, indicando i pressi dello Stabilimento Ferrero di Alba, lo stabilimento Miroglio di Alba, l’area industriale dismessa ex Fiat a Villastellone».

    Redazione Corriere
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